“Due cuori in tempesta” di Sara Rattaro
“Papà non smette di mancarmi”
Mia è spezzata da una perdita che ha stravolto per sempre la sua vita. Suo padre, coraggioso vigile del fuoco, è morto davanti ai suoi occhi durante un salvataggio in mare, lasciandola con un vuoto incolmabile. Da allora, la ragazza ha tagliato i ponti con il passato da nuotatrice, con l’amica di sempre e con i compagni di scuola. Le sue giornate scorrono tra silenzi e scatti d’ira. Quando, però, conosce Giovanni, enigmatico e pacato, con una macchina fotografica sempre in mano e due occhi che sembrano vedere oltre le apparenze, qualcosa in lei si muove. Anche lui ha le sue ombre e ha smesso di credere che la vita possa offrirgli ancora qualcosa di buono. Ma in quei pomeriggi trascorsi nell’officina abbandonata dello zio, Mia irrompe come un fulmine: incontrollabile e viva. Tra attimi rubati e sguardi carichi di non detto, tra i due nasce un legame tanto inaspettato quanto intenso. E così, mentre cerca una via per riconciliarsi con l’assenza del padre, anche grazie alla nuova amicizia con la sensibile e sfuggente Ella, Mia si ritroverà a fare i conti con il senso di colpa e la paura di lasciarsi andare. Sarà allora che capirà che forse non è sbagliato voler ricominciare a vivere e che l’amore può sbocciare anche nel mezzo della tempesta. Perché a volte è proprio nei luoghi più impensabili che troviamo chi sa tenerci la mano quando tutto il resto va in pezzi.
È questa la trama del nuovo romanzo di Sara Rattaro, Due cuori in tempesta, edito dalla Sperling & Kupfer. La giovane età dei due protagonisti, Mia e Giovanni, potrebbe far pensare a un classico young adult, ma il fardello che si portano sulle spalle è troppo grande e sarebbe pesante per chiunque, soprattutto per due adolescenti. Come si legge nella sinossi, Mia ha perso il padre da pochi mesi, “un dolore troppo grande per un corpo tanto piccolo”, perciò è arrabbiata con il mondo che la circonda e non la capisce, un universo troppo grande che non comprende la sua sofferenza perché “la cosa più strana quando il tuo mondo sembra essere finito è comprendere che quello degli altri continua a funzionare”. Proprio mentre questo dolore sembra annientarla, ecco arrivare Giovanni, uno spiraglio di luce nel buio. È il primo amore, quello che ti fa battere il cuore all’impazzata, quello che ti tiene sveglia e occupa tutti i tuoi pensieri. È la magia e l’ansia dell’attesa. Anche lui, però, nasconde un dolore, una sofferenza che ha a che fare con la stanchezza, con il desiderio di voler fermare tutto e decidere, per una volta, di vivere un’esistenza normale.
Oltre a Giovanni, Mia trova conforto anche in Ella, la sua nuova compagna di banco, ma “ogni cosa ha una sua storia, basta saperla cercare” e questa ragazza nasconde una storia triste, un lutto non ancora elaborato, una mancanza mai davvero accettata.
Il lettore si perde in queste storie, eppure si ritrova… sente sulla propria pelle la sofferenza di Mia, di sua madre che ha perso l’amore della sua vita e ora teme di perdere anche sua figlia, di Giovanni e del destino che si accanisce, di Ella e di chi crede di non essere abbastanza.
Il lettore empatizza con i protagonisti perché tutti, purtroppo, abbiamo esperienza del dolore, lo riconosciamo, proviamo ad evitarlo ma, in fondo, lo sappiamo che lui “arriva come una stilettata improvvisa che stringe lo stomaco, toglie il respiro e rimane incastrato dentro, pesante, come un sasso gettato in profondità”.
Non si tratta, però, di una storia triste perché, nonostante tutto, ogni personaggio affronta il suo dolore, con i suoi mezzi e i suoi tempi, ma lo fa e questo, in qualche modo, lo salva.
Sara Rattaro, con la sua penna inconfondibile, intensa e sensibile, narra di perdite importanti e di amori che riescono a infilarsi tra le intercapedini dell’anima, trasformando, così, il dolore in forza e rinascita.
Buona lettura a chi conosce la sofferenza e sa che “il dolore non scompare, ma si trasforma”. Buona lettura a chi ha imparato a conviverci e non lo percepisce più come “un macigno che pesa sul petto, ma come una presenza discreta […], come l’ombra di un albero nei pomeriggi di sole”.
E infine buona lettura a chi ha imparato che “il dolore non si cancella, ma si trasforma” e che non è possibile controllare tutto, ma, semplicemente, “possiamo scegliere come reagire”.
ALESSANDRA D’AGOSTINO
Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!