Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Stefano Cucchi
Approfondimenti

Stefano Cucchi pestato da due carabinieri: crolla il muro di silenzio

By Giorgio Curcio
11 Ottobre 2018 2 Min Read
0

Anni di silenzi, mezze verità, omertà e omissioni hanno alzato uno spesso muro di vergogna e umiliazione.  Ora, a quasi 9 anni dalla morte di Stefano Cucchi, quella barriera inizia a vacillare e a mostrare i primi squarci, proiettandoci verso nuove verità, verso una visione reale di quello che è accaduto la notte del 15 ottobre del 2009.

E la svolta arriva proprio da uno dei carabinieri imputati nel processo, Francesco Tedesco. È stato lui a fare i nomi dei presunti responsabili in una denuncia presentata lo scorso giugno e resa nota all’inizio dell’udienza di oggi dal pm Giovanni Musarò. “Cucchi è stato pestato – dice – da Alessio Di Bernando e Raffaele D’Alessandro”

Accuse pesanti – tutte da verificare nel corso del processo s’intende – ma che non possono lasciare indifferenti. Dopo anni, infatti, c’è una pista da seguire, segnata da chi ha trovato finalmente il coraggio di fare nomi e cognomi, chiamando tutti alle proprie responsabilità. Gravi.

Così come sono gravi le omissioni degli ultimi anni che gravano sulle coscienze astratte di chi finora ha vissuto e dormito all’ombra di uno dei fatti di cronaca più oscuri e controversi degli ultimi anni.

“Il muro è stato abbattuto” scrive Ilaria Cucchi sui social, sorella di Stefano, impegnata ormai da anni nella lunghissima battaglia mirata a scavare in profondità, alla ricerca di quella verità che oggi sembra più vicina che mai.  Una guerra aspra che ha scalfito in profondità gli animi di tutti, anche di quelli più insensibili e, soprattutto, quel muro di pregiudizio che spesso, troppo, ha accompagnato questa drammatica vicenda.

Tante verità, però, dovranno saltare fuori. A cominciare dalla minacce, dai tentativi di depistaggio e le pressioni per far mantenere il silenzio. Almeno finora.

Nelle ultime settimane, poi, a riaccendere in modo prepotente i riflettori sul caso Cucchi ci ha pensato un film sbalorditivo, capace di scuotere le coscienze e far cadere definitivamente quel velo pesante e oscuro.  Il lungo cammino verso la verità e la giustizia, forse, ora ha intrapreso la direzione giusta. Tornare indietro è impossibile.

 

 

Letto: 1
Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

  • Giorgio Curcio
    Tutto si spegne.
  • Giorgio Curcio
    Estasi rovente.
  • Giorgio Curcio
    Mario-Amalia-deMa-Robertino: la Calabria cala il poker
  • Giorgio Curcio
    Gennaio, da quanto tempo.
  • Giorgio Curcio
    Distesa sull’orizzonte.
  • Giorgio Curcio
    Come un papavero.
  • Giorgio Curcio
    27 aprile.
  • Giorgio Curcio
    Come fa la Notte a prender sonno?
  • Giorgio Curcio
    Ti ho sentito, goccia di pioggia.
  • Giorgio Curcio
    Come una donna, le rose. La felicità.
  • Giorgio Curcio
    Sai di luna piena.
  • Giorgio Curcio
    Bevo il tuo riflesso da un bicchiere.
  • Giorgio Curcio
    L’alba tra i tuoi capelli.
  • Giorgio Curcio
    Ti ho sognata, forse eri tu.
  • Giorgio Curcio
    Travolti dalla “deriva dell’urlo”
  • Giorgio Curcio
    Mi piacciono i volti.
  • Giorgio Curcio
    Un sussulto in questo buio.
  • Giorgio Curcio
    Un tavolo, un bicchiere. Domenica
  • Giorgio Curcio
    Marzo, improvvisamente.
  • Giorgio Curcio
    Due occhi tra la folla, nel buio.
  • Giorgio Curcio
    Come su una foglia, fra le catene di questo viaggio.
  • Giorgio Curcio
    Foglie sparse mentre il sole muore
  • Giorgio Curcio
    A passi svelti il mondo scorre attorno a me.
  • Giorgio Curcio
    E forse poco importa adesso, proprio adesso non importa?
  • Giorgio Curcio
    Oggi. Tra la pioggia e l’aurora bianca
  • Giorgio Curcio
    Il cielo comincia dal basso: il profumo della vita “normale” nel libro di Sonia Serazzi
  • Giorgio Curcio
    “Sulla mia pelle” e quei lividi anche sulla nostra
  • Giorgio Curcio
    Come un temporale che ritorna.
  • Giorgio Curcio
    Area archeologica di Casa Bianca: al via i lavori di miglioramento
  • Giorgio Curcio
    Accoglienza e promozione del territorio, a Nicotera torna il “Festival dell’Ospitalità”
  • Giorgio Curcio
    Pioggia fresca di settembre. Silenzio
  • Giorgio Curcio
    Il poliziotto-medico calabrese Orlando Amodeo si scaglia contro Salvini: “È un criminale”
  • Giorgio Curcio
    Pomeriggio estivo di agosto
  • Giorgio Curcio
    Un raggio di sole ci salverà o un bacio nascosto nell’ombra
  • Giorgio Curcio
    Rosso come un fuoco e la Luna nel mare.
  • Giorgio Curcio
    Anime vuote piene di rabbia: cercasi nuove rotte per l’umanità
  • Giorgio Curcio
    Arido.
  • Giorgio Curcio
    C’è una strada che corre lontano dal tempo
  • Giorgio Curcio
    Siria, una torta in pasto a sciacalli e strateghi e “l’alleanza di Giuda” degli USA
  • Giorgio Curcio
    Tutto il freddo del mondo
  • Giorgio Curcio
    Attaccati allo stesso filo, dalla parte del cuore
  • Giorgio Curcio
    Una corsa in salita verso la sua libertà
  • Giorgio Curcio
    Di notte, sulle ali dei sogni
  • Giorgio Curcio
    Tra i riflessi del mare affogo i pensieri
  • Giorgio Curcio
    Novembre
  • Giorgio Curcio
    Facce diverse di uno stesso volto
  • Giorgio Curcio
    Tu non scappare e dammi la mano, c’è ancora tempo per perdersi un po’
  • Giorgio Curcio
    Ad occhi chiusi disegno il tuo volto.
  • Giorgio Curcio
    Si vive ancora. Un giorno per volta.
  • Giorgio Curcio
    Di notte i sogni fanno meno paura ma il cuore batte più forte
  • Giorgio Curcio
    A chi… compie gli anni!
  • Giorgio Curcio
    Il respiro non serve, ti percepisco
  • Giorgio Curcio
    Infilo la testa sott’acqua per contare gli attimi che mi separano dal prossimo respiro
  • Giorgio Curcio
    Fuori fa freddo e io guardo la linea delle montagne
  • Giorgio Curcio
    A volte mi guardo dentro e scrivo. Te l’ho mai detto?
  • Giorgio Curcio
    Le illusioni e il vuoto dell’anima: un viaggio nella Generazione Perduta

Tags:

carabinieredenunciapestaggioprocessoStefano CucchiTedesco
Author

Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

Follow Me
Other Articles
Previous

” Torneremo a essere re …”

Next

I ragazzi di Curinga: un elogio alla normalità

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme