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Tramonto
Pensierini

A volte mi guardo dentro e scrivo. Te l’ho mai detto?

By Giorgio Curcio
11 Dicembre 2016 3 Min Read
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Ci sono viaggi che fai solo con la testa, muovi i passi con la mente in un percorso disegnato dalla tua anima senza che i tuoi piedi e le tue gambe se ne accorgano.

Sai, non ti ho mai detto che ci sono giorni d’agosto che non saranno mai uguali a quelli che ti sei gettato alle spalle, tra caldo e sudore, tra fatica e lavoro. Quel giorno in cui qualcosa cambia, si spostano gli equilibri, nuovi orizzonti si allargano, nuove facce, nuove voci, nuovi occhi. Parole distorte e confuse in una sera d’estate, illuminate da un faro e sospinte dal vento.

Ti ho mai detto che le idee non sempre così chiare quando ti addormenti e poi sogni, di quanto ti poni mille domande e ti accorgi che il bello, forse, non riuscire mai a trovare risposte? E allora ti immergi in te stesso, nel tempo che passa e lascia un segno indelebile. Ti accorgi di quante cose hanno cambiato il loro senso, di quante persone non ricordi più il nome e di quanto i ricordi, se li chiami, ti rispondono ancora.

Ti ho mai detto di quella volta in treno, di quando vidi l’alba accendersi lentamente da un finestrino in corsa? Ad ogni chilometro un nuovo colore, una nuova forma, un nuovo volto. L’ansia di non arrivare più, del tempo che passa o che passa troppo in fretta. Troppo distante da casa, troppo lontano dalla meta.

Forse non ti ho detto mai delle tante corse in bicicletta, di quella volta che sono caduto e di quando mi sono subito rialzato, cancellando i segni, nascondendo il dolore, subito in sella a ripartire. Di quei calci ad un pallone, i vetri rotti, i rami spezzati e i palloni bucati.

Ti ho mai detto di quella volta al mare? Lo ricordo ancora bene. Il sole era ancora basso alle mie spalle, la linea dei monti ne nascondeva i contorni, ne offuscava il calore. L’azzurro del mare si mischiava con il cielo, tuffarsi era un po’ come far parte di quell’universo, come una stella, come un piccolo pianeta.

Ti ho mai detto di quando spesso ti vedo? Ti vedo passeggiare per le vie deserte, immersa nei tuoi pensieri, presa dai dubbi, dalle incertezze, divorata dall’incapacità di trovare risposte alle mille domande che ogni giorno, come un solletico continuo, invadono il tuo corpo, infilandosi nei più segreti angoli della tua anima.

Ad ogni metro, scordandoti del mondo che ti circonda, ti convinci che forse risposte non ne otterrai mai. Ti convinci che di domande continuerai a fartene finché ne avrai la forza, e forse un po’ ti piace tutto questo, ti fa sentire mobile, in continuo movimento, come i luoghi che percorri e che hai percorso, come quelli in cui sogni di farlo immaginandoli con il cuore, con la testa altrove, lontana dalle nuvole, distante dall’orizzonte.

Ti ho mai detto di quante volte mi fermo a pensare, di quando cerco di raccogliere come un puzzle i pezzi di un discorso spesso solo immaginato, di quelli che ripeti a memoria? Di quando di notte mi sento forte, con le idee ben chiare, con tutte quelle teorie grandi come la certezza di non sbagliarti ma piccole come le possibilità che arrivino all’alba ancora intatte.

Ti ho mai detto di quanto sia facile perdersi tra le linee di un volto? Tra un sorriso accennato e uno sguardo, così chiaro da vederci dentro l’intima sensazione di chi sa di non aver fatto abbastanza, di chi sente l’urgenza di muovere i propri occhi in cerca di nuovi luoghi, nuovi volti, nuove guide e altri occhi in cui trovare in fondo un po’ se stessa in mezzo a tante cose banali e luccicanti.

Letto: 2
Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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    Ad occhi chiusi disegno il tuo volto.
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    Di notte i sogni fanno meno paura ma il cuore batte più forte
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    A chi… compie gli anni!
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    Infilo la testa sott’acqua per contare gli attimi che mi separano dal prossimo respiro
  • Giorgio Curcio
    Fuori fa freddo e io guardo la linea delle montagne
  • Giorgio Curcio
    Le illusioni e il vuoto dell’anima: un viaggio nella Generazione Perduta

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Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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