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mare fiume lago albero
Poesia

Di notte i sogni fanno meno paura ma il cuore batte più forte

By Giorgio Curcio
18 Aprile 2017 1 Min Read
0

Spazi aperti che non si riempiono più, vuoti che non si colmano.

Cieli azzurri invisibili, nuvole bianche pesanti come sassi scagliati

lontano si affacciano su fiumi rossi che lenti si trascinano verso oceani di rabbia,

portando con sé ansie e battiti, sospiri e lacrime.

Visioni distorte di spazi senza tempo e confini immaginari, di mani bianche che s’intrecciano, di labbra rosa che si sfiorano da lontano, di occhi chiari, stanchi e luminosi, assetati.

C’è un silenzio assordante che riecheggia in pozzi pieni di sale e di mare, che racchiudono sogni spezzati come legami che si sciolgono al primo freddo d’autunno.

E intanto, un tintinnio di campane lontane riaccende il verde dei fili d’erba, il giallo dei soli lontani, sparsi qua e là, oltre una linea sottile che solca distanze, finzioni e convinzioni, che marca sogni e realtà, incurante delle ore e del tempo.

Sopito il silenzio, presto ritorna il domani avido come parole nuove su binari di treni in corsa, accolti da stazioni deserte e rumorose. Non c’è pace per chi sogna ancora, per chi colora le notti con occhi nuovi, per chi vive il futuro con pensieri sparsi, per chi trascina il passato con passi lenti e larghi per le vie strette del presente.

Ora l’orizzonte si spegne pian piano e le stelle invadono gli occhi. Come frecce appuntite si scagliano veloci sopra veli di velluto nero. Le menti giacciono su cuscini di piume e da ponti sospesi si gettano in volo i sogni, ma da lì non faranno più ritorno.

Letto: 3
Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

  • Giorgio Curcio
    Tutto si spegne.
  • Giorgio Curcio
    Estasi rovente.
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    Mario-Amalia-deMa-Robertino: la Calabria cala il poker
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    Gennaio, da quanto tempo.
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    Distesa sull’orizzonte.
  • Giorgio Curcio
    Come un papavero.
  • Giorgio Curcio
    27 aprile.
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    Come una donna, le rose. La felicità.
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    Bevo il tuo riflesso da un bicchiere.
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    L’alba tra i tuoi capelli.
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    Ti ho sognata, forse eri tu.
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    Travolti dalla “deriva dell’urlo”
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    Mi piacciono i volti.
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    Un sussulto in questo buio.
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    Un tavolo, un bicchiere. Domenica
  • Giorgio Curcio
    Marzo, improvvisamente.
  • Giorgio Curcio
    Due occhi tra la folla, nel buio.
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    Come su una foglia, fra le catene di questo viaggio.
  • Giorgio Curcio
    Foglie sparse mentre il sole muore
  • Giorgio Curcio
    A passi svelti il mondo scorre attorno a me.
  • Giorgio Curcio
    E forse poco importa adesso, proprio adesso non importa?
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    Tu non scappare e dammi la mano, c’è ancora tempo per perdersi un po’
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    Ad occhi chiusi disegno il tuo volto.
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    Si vive ancora. Un giorno per volta.
  • Giorgio Curcio
    A chi… compie gli anni!
  • Giorgio Curcio
    Il respiro non serve, ti percepisco
  • Giorgio Curcio
    Infilo la testa sott’acqua per contare gli attimi che mi separano dal prossimo respiro
  • Giorgio Curcio
    Fuori fa freddo e io guardo la linea delle montagne
  • Giorgio Curcio
    A volte mi guardo dentro e scrivo. Te l’ho mai detto?
  • Giorgio Curcio
    Le illusioni e il vuoto dell’anima: un viaggio nella Generazione Perduta

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battiticonfusicuorementenotteparolerealtàsognivisioni
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Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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