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Tutto il freddo del mondo
Poesia

Tutto il freddo del mondo

By Giorgio Curcio
2 Marzo 2018 1 Min Read
3

Tutto il freddo del mondo, in una notte che scivola lenta alle spalle del sole, che si nasconde tra ghiacci di stelle, cammini e sospiri.

Tutto il freddo del mondo in un miscuglio di abbracci e di occhi che fissano il vuoto sospeso, che squarciano il vento e calmano l’ansia del mare.

Tutto il freddo del mondo in un sorriso amaro, scolpito nei resti della memoria, che urla e s’inchina al colore del cielo, al pianto del sole in un giorno di pioggia.

Letto: 6
Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

  • Giorgio Curcio
    Tutto si spegne.
  • Giorgio Curcio
    Estasi rovente.
  • Giorgio Curcio
    Mario-Amalia-deMa-Robertino: la Calabria cala il poker
  • Giorgio Curcio
    Gennaio, da quanto tempo.
  • Giorgio Curcio
    Distesa sull’orizzonte.
  • Giorgio Curcio
    Come un papavero.
  • Giorgio Curcio
    27 aprile.
  • Giorgio Curcio
    Come fa la Notte a prender sonno?
  • Giorgio Curcio
    Ti ho sentito, goccia di pioggia.
  • Giorgio Curcio
    Come una donna, le rose. La felicità.
  • Giorgio Curcio
    Sai di luna piena.
  • Giorgio Curcio
    Bevo il tuo riflesso da un bicchiere.
  • Giorgio Curcio
    L’alba tra i tuoi capelli.
  • Giorgio Curcio
    Ti ho sognata, forse eri tu.
  • Giorgio Curcio
    Travolti dalla “deriva dell’urlo”
  • Giorgio Curcio
    Mi piacciono i volti.
  • Giorgio Curcio
    Un sussulto in questo buio.
  • Giorgio Curcio
    Un tavolo, un bicchiere. Domenica
  • Giorgio Curcio
    Marzo, improvvisamente.
  • Giorgio Curcio
    Due occhi tra la folla, nel buio.
  • Giorgio Curcio
    Come su una foglia, fra le catene di questo viaggio.
  • Giorgio Curcio
    Foglie sparse mentre il sole muore
  • Giorgio Curcio
    A passi svelti il mondo scorre attorno a me.
  • Giorgio Curcio
    E forse poco importa adesso, proprio adesso non importa?
  • Giorgio Curcio
    Oggi. Tra la pioggia e l’aurora bianca
  • Giorgio Curcio
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    Pomeriggio estivo di agosto
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    Un raggio di sole ci salverà o un bacio nascosto nell’ombra
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    Rosso come un fuoco e la Luna nel mare.
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    Attaccati allo stesso filo, dalla parte del cuore
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    Una corsa in salita verso la sua libertà
  • Giorgio Curcio
    Di notte, sulle ali dei sogni
  • Giorgio Curcio
    Tra i riflessi del mare affogo i pensieri
  • Giorgio Curcio
    Novembre
  • Giorgio Curcio
    Facce diverse di uno stesso volto
  • Giorgio Curcio
    Tu non scappare e dammi la mano, c’è ancora tempo per perdersi un po’
  • Giorgio Curcio
    Ad occhi chiusi disegno il tuo volto.
  • Giorgio Curcio
    Si vive ancora. Un giorno per volta.
  • Giorgio Curcio
    Di notte i sogni fanno meno paura ma il cuore batte più forte
  • Giorgio Curcio
    A chi… compie gli anni!
  • Giorgio Curcio
    Il respiro non serve, ti percepisco
  • Giorgio Curcio
    Infilo la testa sott’acqua per contare gli attimi che mi separano dal prossimo respiro
  • Giorgio Curcio
    Fuori fa freddo e io guardo la linea delle montagne
  • Giorgio Curcio
    A volte mi guardo dentro e scrivo. Te l’ho mai detto?
  • Giorgio Curcio
    Le illusioni e il vuoto dell’anima: un viaggio nella Generazione Perduta

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Giorgio Curcio

Sono i ricordi e gli amori che non ho mai avuto, le risate e le bugie, gli schiaffi presi e quelli non dati, ma anche i sorrisi e gli sguardi rivolti nel vuoto delle anime che mi circondano e spesso ne scrivo anche. Giornalista di professione, utilizzo i miei occhi e i miei sensi per trovare un filo che unisce le migliaia di distrazioni che mi circondano e che mi confondono.

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3 Comments
  1. Torino siti internet ha detto:
    11 Marzo 2018 alle 16:15

    Mi piace quest’uso della parola “distrazioni”…

    Rispondi
  2. IslamicEvents ha detto:
    15 Marzo 2018 alle 19:00

    La professoressa di filosofia quanto era brutta, mamma mia- quel giorno mi massacrò. Implacabile, incattivita da una probabile (quanto meritata) acidità di stomaco, petulante oltre ogni dire ,caustica ed inesausta nelle bordate. Si discettava circa il pregiudizio nella filosofia di Spinoza. E mi incartai un pelino sul pregiudizio dei pregiudizi, ovvero lillusione del libero arbitrio umano. Dopo essermi incartato, affogai. E lei a goderne, sempre più brutta in un sarcastico sorriso. Vendicativo quanto basta, da quel giorno la immaginai perennemente sul precipizio. Destinata a brancolare nel vuoto, lei ancora più brutta e vedersela veramente brutta. Scimmiottando la bellezza di un classico, mi lasciai trascinare alla deriva. Dedicandole uno scadente brevissimo poemetto dal titolo Rosolio e precipizio. Nei confronti della docente demente, sia ben chiaro, mi sorgeva sovente il dubbio di nutrire un giudizio molto simile al pregiudizio. Un pregiudizio spingente, grosso modo da precipizio.

    Rispondi
  3. aoyama ha detto:
    16 Marzo 2018 alle 20:04

    Grazie Veruska😀😀😀

    Rispondi

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