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Biblioteca

L’attimo in cui si cresce dura il tempo di un lento

By Alessandra D'Agostino
27 Agosto 2021 3 Min Read
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“Non so come sia stato possibile arrivare fin qui, ma lo abbiamo voluto. Follemente, fino a questa follia che è incomprensibile, ma che mi piace, se solo resto a guardarti vivermi accanto”

 

Tutto ha inizio con il gioco più ambito dagli adolescenti: il gioco della bottiglia e il protagonista di questa storia è Luca, un ragazzo di tredici anni innamorato della musica e di Maria Giulia. Dopo quel primo bacio, dato per pagare un pegno, i due si innamorano davvero. Presto arriva l’estate e, al mare con i genitori, lui non può più incontrarla. Così, passa le serate a guardare il Festivalbar finché non ha un’idea: con la chitarra compone la sua prima canzone d’amore, la registra su un’audiocassetta e la spedisce a lei. Non riceve risposta, ma il primo giorno di scuola si accorge che sul pavimento, lungo il percorso che conduce alla sua classe, qualcuno ha scritto le parole di quella canzone. Seguendole, arriva fino a Maria Giulia. Da allora, l’amore e la musica travolgono la sua esistenza perché quella ragazza gli è “esplosa dentro e di quel caos non può più fare a meno”.

Luca e Maria Giulia decidono di scappare da casa perché “insieme sognano una vita in riva al mare”. Ma è il 23 Dicembre 1984 e il treno che avrebbe dovuto portare i due ragazzi al Nord non arriverà mai a destinazione.

È questa la storia raccontata dalla voce dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, nel suo romanzo “Il tempo di un lento”, edito da Einaudi.

Un libro che parla d’amore, di quello assoluto, infinito, incondizionato, non solo di una giovane coppia, ma anche di un genitore verso il proprio figlio.

Quella dell’autore è una scrittura poetica e intensa e il suo stile coinvolgente trascina il lettore all’interno di una storia fatta di sogni, mancanze, desideri, colpe, pazzia e normalità in cui tutti hanno un ruolo essenziale, perché l’attimo in cui all’improvviso si cresce dura davvero il tempo di un lento.

Giuliano Sangiorgi ha scritto un coinvolgente romanzo di formazione, dallo stile personalissimo, che sorprende il lettore e lo cattura raccontando una storia tenera e dolorosa, affascinante e commovente. Una storia di desideri e di colpe, di mancanze e di sogni. La storia del legame indissolubile tra padri e figli. Il lettore si perde in queste pagine, ma ritrova la strada grazie alle canzoni dei Negramaro, di De André, di Lucio Dalla. Una poesia che tocca l’anima…E allora sembra davvero di vederlo Luca, mentre prova a ricostruire sé stesso con la sua chitarra, il suo sogno americano e il culto per Miles Davis. Quasi un moderno Mattia Pascal che fugge dal suo passato quando la vita gli dà un’opportunità. Ma quanto male fa provare a dimenticare? Lo sa lui e lo sa suo padre Gennaro che senza quel figlio “non viveva, si lasciava vivere. Respirava, ma sembrava non farlo per interminabili attimi in cui sprofondava nel ricordo della sua vita di un tempo”.

Dover dimenticare è un dolore che lacera l’anima e mentre si leggono queste pagine non si può non pensare ai versi della canzone “L’amore qui non passa”… perché davvero spesso l’amore è una cicatrice che brucia nonostante il tempo, e anche se quel sentimento non esiste più, è sempre intrappolato dentro, come una condanna.

Buona lettura ai sognatori che non si arrendono. Buona lettura a chi, con coraggio, decide di andare contro tutti. E infine buona lettura a chi, ogni giorno, si ripete che forse davvero “non aveva avuto senso tanto dolore”.

 

ALESSANDRA D’AGOSTINO

 

Letto: 12
Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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Alessandra D'Agostino

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