Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Mediateca

“The Wolf of Wall Street”, una commedia americana

By Davide De Grazia
28 Luglio 2018 5 Min Read
0

The Wolf of Wall Street è un lungometraggio di 179 minuti, uscito nel 2013 e diretto da Martin Scorsese con attore protagonista Leo Di Caprio. Il film ottenne 5 nomination agli Oscar senza vincere nessuna statuetta.

La storia è ambientata tra gli anni ‘80 e ‘90 e, seppur appare incredibile, è tratta da eventi realmente accaduti. Il lungometraggio inizia con un filmato pubblicitario (interessante la mescolanza degli stili) in cui si elencano le virtù della Stratton Oakmont (stabilità, integrità, orgoglio), una società di intermediazione finanziaria guidata dal broker Jordan Belfort. Il film come dicevamo è un biopic e una commedia nera, tratta dall’autobiografia di Belfort, soprannominato appunto il Lupo di Wall Street, per lo stile aggressivo e spregiudicato che adottava negli affari.

Emerge subito la chiave ironica e satireggiante del film. Nella seconda sequenza è rappresentata una scena alquanto goliardica, in cui un nano viene scagliato contro un enorme bersaglio dai dipendenti della Stratton, in una gara folle diretta dallo stesso Belfort che offre 25.000 dollari al primo <<succhiacazzi>> che sarà in grado di fare centro con il nano.

Belfort, interpretato da un Leonardo Di Caprio in gran forma, sarà l’io narrante della vicenda: «Mi chiamo John Belfort, sono un ex membro della classe media, cresciuto da due ragionieri in un piccolo appartamento del Queens. L’anno in cui ho compiuto 26 anni a capo della mia ditta di brokeraggio, ho guadagnato 49 milioni di dollari. Cavolo con altri 3 sarei arrivato a un milione a settimana…». Stacco e si vede Belfort alla guida della sua bianca Ferrari che sfreccia sulle autostrade di New York con una bella bionda, la seconda moglie, Naomi duchessa di Bay Ridge, che gli pratica sesso orale. Nella successiva sequenza si vede l’enorme proprietà che egli ha a Brooklyn: «Oltre a mia moglie e a due figli perfetti, possiedo una villa, un jet privato, sei macchine, tre cavalli, due case per le vacanze e uno yacht di 52 metri. Gioco d’azzardo come un degenerato, bevo come una spugna, vado a puttane 5-6 volte la settimana. Varie agenzie federali cercano di incriminarmi e adoro le droghe…». Elencando poi le droghe che assume regolarmente: «Prendo il Quaalude 12-15 volte al giorno, l’Adderall per rimanere concentrato, lo Xanas per allentare la tensione, l’erba per rilassarmi, la cocaina per eccitarmi di nuovo e la morfina, perché è fantastica»; Belfort tuttavia ci fa una confessione: «Ma di tutte le droghe del mondo una è in assoluto la mia preferita. Essa ti rende invincibile, capace di salvare il mondo e di sventrare i nemici, non è la cocaina, sono i soldi…I soldi non ti comprano solo una vita migliore, cibo migliore, fiche migliori, ti rendono anche una persona migliore. Potrete essere generosi con la Chiesa e col vostro partito politico o persino salvare l’allocco macchiato…». Risate incontenibili da parte dello spettatore.

Poi c’è un flashback e si vede Belfort a 22 anni appena sposato arrivare a Wall Strett dove lo aspetta un umile lavoro. Egli deve digitare 500 volte al giorno i numeri di ricchi uomini d’affari per metterli in collegamento con il capo, non avendo ancora la possibilità di trattare direttamente le vendite di azioni. Viene comunque preso in simpatia da Mark Hanna, broker già affermato che lo inizia alla vita piena di eccessi, droghe, sesso e alcol che lo avrebbe atteso.

Siamo nel 1987 ma alla L. F. Rothschild, le cose non vanno troppo bene. Proprio nel giorno in cui sarebbe stato promosso come broker, nel c.d. lunedì nero, la società finanziaria per cui lavorava fallisce. Il non ancora “lupo” si trova così nuovamente al punto di partenza. Potrebbe scoraggiarsi o accettare un lavoro molto più umile, ma lui riesce a trasformare la caduta in opportunità. Inizia a lavorare infatti per un call center in cui si vendono azioni spazzatura che offrono però percentuali altissime di guadagno pari al 50%, le penny stock, contro l’1% di ciò che otteneva a Wall Street. Ben presto con stile aggressivo e spregiudicato, non preoccupandosi di vendere titoli senza alcun valore a gente delle classi popolari, si arricchisce in maniera spropositata e decide di mettersi in proprio con il vicino Donnie Azoff, che lo adora, e con altri sbandati piccoli spacciatori/venditori, creando la Stratton Oakmont.

Apparentemente una società rispettabile, essa agisce in maniera del tutto spregiudicata attraverso frodi, riciclaggio ed evasione fiscale. Le cose però vanno benissimo, tant’è che la ditta allarga vertiginosamente il giro d’affari facendo diventare Belfort e soci milionari in brevissimo tempo. Al contempo viene nominato dalla rivista economica Forbes, “The Wolf of Wall Street”. Questo nomignolo, nato come un epiteto spregiativo, in realtà non fa che procurargli ulteriore popolarità, in un vortice di successo, sesso compulsivo ed edonismo sfrenato. Con l’aumentare del successo e del potere cambia anche moglie sostituendo Teresa, con la modella Naomi. Ma un incaricato federale gli sta già alle calcagna. Belfort prova in primo tempo a corrompere l’agente Denham, ricevendolo sul suo yatch e offrendogli in modo non troppo velato un posto di lavoro, soldi e due prostitute. Ma l’agente dopo aver finto di stare al gioco lo incalza, dicendogli che lo metterà dentro. A questo punto Belfort si spaventa davvero e, usando come prestanome la zia di Naomi, espatria in Svizzera venti milioni di dollari.

Il gioco sembrerà andare a buon fine se non fosse che i telefoni dell’abitazione in cui vive sono stati messi sotto sorveglianza. Incastrato dalle intercettazioni sembra la fine per Belfort. Tuttavia gli viene offerto dalla polizia la possibilità di alleggerire considerevolmente la pena da vent’anni a 36 mesi, in caso di collaborazione. Egli non esita a tradire tutti pur di salvarsi, provando a tenere fuori il solo Donnie. Ma il tentativo di depistaggio fallisce, e finisce dentro (seppur con una pena molto ridotta). Intanto la moglie lo lascia, stanca dei continui adulteri del marito. Belfort nondimeno non si abbatte troppo, si disintossica e il film finisce con l’ex broker di successo che tiene conferenze sulle regole del successo. La storia non è finita…

Che cosa dire del capolavoro di Scorsese. É una commedia nera immensa sulla falsa riga di “Quei Bravi Ragazzi” in cui Ray Liotta nei panni di Henry Hill, sembra essere il fratello malavitoso di Belfort. Non a caso i valori di riferimento per i due antieroi americani sono gli stessi: materialismo, consumismo, ostentazione della ricchezza, povertà come disvalore, soldi e potere (che in definitiva sono al vertice del sistema consumistico). Le donne invece negli eventi narrati sono dei semplici corpi, marginalizzate, sono utilizzate da uomini spregiudicati come mezzi di piacere o a mo’ di trofeo. La società americana, non sembra aver risolto il discorso dell’emancipazione femminile, e gli scandali Weinstein e di Hollywood degli ultimi anni sembrano suffragare questa tesi.

In conclusione, Scorsese è un maestro nel tratteggiare una commedia americana, che trova il suo culmine nel finanzcapitalismo di Wall Street, dove la vita perde di significato, dove rovinare la gente per innaffiare il proprio delirio edonistico non conta niente. Dove si può andare avanti solo attraverso le droghe. Dove l’unica cosa che conta è trovarsi dalla parte giusta, perché sennò sei un perdente e non meriti compassione, anche a costo di truffare, rubare, evadere, fare le peggio cose. È chiara quindi la volontà di denuncia di Scorsese, ma il mezzo utilizzato è anche quello dell’ironia e dell’irriverenza, perché il cinema oltre che impegno è anche intrattenimento. E nessuno meglio di un vecchio «lupo» del cinema come Scorsese lo sa.

Letto: 59
Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

  • Davide De Grazia
    Folgore
  • Davide De Grazia
    Il Joker, tra critica sociale e disagio psichico
  • Davide De Grazia
    Dalla parte della professoressa e dei ragazzi della II E dell’Iti di Palermo
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    La salvaguardia dei boschi contro gli esiti dei cambiamenti climatici
  • Davide De Grazia
    Tutto ciò che non sono riuscito a darti
  • Davide De Grazia
    Hanno tutti ragione
  • Davide De Grazia
    Bisognerebbe amare
  • Davide De Grazia
    Rettile
  • Davide De Grazia
    Psicanalisi e modernismo
  • Davide De Grazia
    Riappropriarsi delle radici
  • Davide De Grazia
    The Witch – Uno dei più interessanti film horror d’autore degli ultimi anni
  • Davide De Grazia
    Sull’anziana età, ovvero, l’ultima generazione di vegliardi
  • Davide De Grazia
    Il curriculum, ovvero nuove forme di selezione, nei rapporti interpersonali
  • Davide De Grazia
    “It”, il film: un pagliaccio che non terrorizza
  • Davide De Grazia
    In un giorno di pioggia
  • Davide De Grazia
    “Pastorale americana”, il capolavoro di Philiph Roth
  • Davide De Grazia
    A me mi piace il blues
  • Davide De Grazia
    L’uomo morale
  • Davide De Grazia
    Ieri al Tip “Mingong”, il primo lungometraggio di Davide Crudetti
  • Davide De Grazia
    Nel solco della notte
  • Davide De Grazia
    Fotografie
  • Davide De Grazia
    La corrente
  • Davide De Grazia
    Calabria grecanica tour: “Roghudi, il paese abbandonato”
  • Davide De Grazia
    Passione
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    A te voglio donare
  • Davide De Grazia
    Sponz Fest: il senso e l’anima dei luoghi
  • Davide De Grazia
    Sui rischi e gli effetti del riscaldamento globale
  • Davide De Grazia
    Signora della notte
  • Davide De Grazia
    Bullismo: vittime, senza colpa
  • Davide De Grazia
    Sesso, amore, società
  • Davide De Grazia
    Relazioni liquide
  • Davide De Grazia
    Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi
  • Davide De Grazia
    Società liquide, ovvero forme post moderne di libertà
  • Davide De Grazia
    Cantico di Natale
  • Davide De Grazia
    Sulla desolazione culturale di questi anni
  • Davide De Grazia
    BookCrossing | “La metamorfosi”: il caso inquietante di Gregor Samsa
  • Davide De Grazia
    Cosa mi ha insegnato la lettura di Bukowski
  • Davide De Grazia
    BookCrossing | “On the road”: alla ricerca dell’assoluto
  • Davide De Grazia
    Pino Aprile presenta “Carnefici”
  • Davide De Grazia
    Violenza contro le donne o violenza contro l’umanità?
  • Davide De Grazia
    Sogno distopico
  • Davide De Grazia
    Questi fiori non appassiranno mai
  • Davide De Grazia
    Al di là del piacere
  • Davide De Grazia
    Terremoto
  • Davide De Grazia
    Incontro con Antonello Caporale. “Acqua da tutte le parti”
  • Davide De Grazia
    Felici e Conflenti. La conferenza stampa
  • Davide De Grazia
    Verità
  • Davide De Grazia
    Incontri Bestiali. Presentazione del libro di Giuseppe Paolillo
  • Davide De Grazia
    Oggi la violenza permea tutto
  • Davide De Grazia
    Costa Nostra: un’esperienza esemplare
  • Davide De Grazia
    La ragazza della luna
  • Davide De Grazia
    Una Montagna di pace, il dibattito
  • Davide De Grazia
    Luna di Giugno
  • Davide De Grazia
    Voltarelli presenta Profazio
  • Davide De Grazia
    “I mille morti di Palermo”. Memoria e ricordo
  • Davide De Grazia
    Un “marziano” a Trame
  • Davide De Grazia
    Dialogo
  • Davide De Grazia
    Miraggio
  • Davide De Grazia
    Assenze
  • Davide De Grazia
    Gattu curzunaru
  • Davide De Grazia
    La bellezza è…
  • Davide De Grazia
    Piacevole incontro
  • Davide De Grazia
    Ricordare
  • Davide De Grazia
    Terra ammainata
  • Davide De Grazia
    La danza della morte
  • Davide De Grazia
    Vittime del nostro tempo
  • Davide De Grazia
    In fiera opposizione
  • Davide De Grazia
    L’uomo è per natura altruista?
  • Davide De Grazia
    Operetta Burlesca di Emma Dante ieri sera al Teatro dell’Unical (Recensione)
  • Davide De Grazia
    Verso un’etica del cibo, riflessioni sulla scorta della presentazione del libro “Fine pasto” di Vito Teti
  • Davide De Grazia
    Venere della notte
  • Davide De Grazia
    Rinascita
  • Davide De Grazia
    Mattino di primavera
  • Davide De Grazia
    Illuminazione
  • Davide De Grazia
    Occhi d’Amore
  • Davide De Grazia
    Venerdì Santo
  • Davide De Grazia
    Donna
  • Davide De Grazia
    Feticcio d’amore
  • Davide De Grazia
    Fiore colorato in un deserto salato
  • Davide De Grazia
    I tuoi occhi per me fiumi di stelle che intersecano mondi
  • Davide De Grazia
    Caduto dal cielo
  • Davide De Grazia
    Il sogno
  • Davide De Grazia
    Il giuoco dell’universo
  • Davide De Grazia
    La strada della fascinazione
  • Davide De Grazia
    Tenebre
  • Davide De Grazia
    Nuove realtà
  • Davide De Grazia
    Cani
  • Davide De Grazia
    Decollatura
  • Davide De Grazia
    Incontri
  • Davide De Grazia
    Nostalgia
  • Davide De Grazia
    Viaggi interstellari
  • Davide De Grazia
    Foglie d’inverno
  • Davide De Grazia
    Eva
  • Davide De Grazia
    La barca
  • Davide De Grazia
    Segnali di fumo
  • Davide De Grazia
    Addii
  • Davide De Grazia
    La mia stella
  • Davide De Grazia
    La Poesia è…
  • Davide De Grazia
    La tempesta
  • Davide De Grazia
    Bolgia
Author

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

Follow Me
Other Articles
Previous

Prosegue Felici & Conflenti: “A Panetti 8 abitanti e una cascata, nuove pratiche di contrasto a spopolamento”

Next

Ritorna a Tropea il Teatro d’Amare, “Raccontiamo le storie di un Sud che ha voglia di rivincita”

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme