Folgore
Un’imprescindibile idea mi guida
sull’altopiano selvaggio
sferzato dal sole e dal vento,
che tremula e scolpisce le ossa
nei prati che si rigenerano
dagli artigli d’Inverno,
acciaio della terra.
Così mentre primule spontanee
spuntano di qua e di là,
lo sguardo si erge
laddove tutto è dipinto
e immutabile,
e perfettamente in ordine.
Così seguendo il mio sogno,
ridiscendo al paesello,
dove comignoli dolcemente accesi
tingono di fuliggine l’aria.
Incontri speciali di gente,
che con spinte decise
trainano carri e buoi,
tra sogni sospesi ed antiche speranze.
E insieme ad essi
vorrei godere in estrema fraternanza
attimi di pura vita:
maestranze e i saperi,
infusi di tradizioni,
negli antichi sapori;
Presente ed Eterno che si trapassano.
Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?