Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Biblioteca

BookCrossing | “La metamorfosi”: il caso inquietante di Gregor Samsa

By Davide De Grazia
20 Dicembre 2016 4 Min Read
0

Recensioni & passaggi:

letture di scambio al TIP Teatro di Lamezia Terme

“La metamorfosi” (1915) di Kafka è certamente uno dei maggiori capolavori della letteratura di ogni tempo. Come tutti i grandi classici sembra travalicare le età e le stagioni, rimanendo sempre attuale, tanto da poter essere assunta come metafora e allegoria di avvenimenti che gli furono successivi. L’apparente miracolo in realtà è il segnale intangibile che quando un’opera tocca le dinamiche del profondo e i fattori strutturali delle relazioni umane, supera il giudizio del tempo e si candida ad essere un’opera assoluta, metafisica. Ma ricapitoliamo brevemente la storia.

kafka-metamorfosi

Gregor Samsa un bel giorno si sveglia tramutato in un grande e orripilante insetto. Kafka non ci spiegherà mai come ciò sia potuto accadere. Semplicemente accade. È l’assurdo che caratterizza la vita degli uomini e molto spesso le determina. Una ragione simbolica della trasmutazione, potrebbe essere comunque che Gregor, commesso viaggiatore, svolgeva una mansione spersonificante, che lo aveva alienato, tramutandolo in una bestia raccapricciante. E già emerge il tema dell’alienazione….Ma non è solo questo il motivo del racconto, infatti esso racchiude diversi universi, come una matrioska. Samsa, paradossalmente, e qui continua l’assurdo, non si chiede come ciò sia potuto accadere, ma si preoccupa solo di come avrebbe dovuto fare per andare a lavorare, dato che non si poteva alzare dal letto, nella nuova condizione di scarafaggio. Complementarmente i genitori si preoccupano di andare all’uscio della sua stanza, per chiedergli come mai non si fosse ancora alzato, era in ritardo per il lavoro! È lui che mantiene la famiglia, lavorando per un’impresa verso la quale il padre aveva un importante debito. Da qui si inizia a delineare anche una realtà psicologica, l’eccessiva responsabilizzazione che Kafka dovette ricevere dalla famiglia e la carenza di affetto che probabilmente lo afflisse. Infatti nell’opera il dato autobiografico spesso si intreccia con quello più sociale e filosofico.

Dopo qualche tentativo mal riuscito di alzarsi, e con il tempo che correva, arriva anche il principale, che nonostante la solerzia dimostrata sino ad allora dal commesso Samsa, non trova di meglio da fare che accusarlo di non stare rendendo abbastanza. Gregor udite queste parole si sentì assalire dall’ansia e con uno sforzo supremo, nonostante non avesse più gambe e braccia, ma solo zampette, riuscì ad aprire la porta. Quando tutti lo videro tramutato in uno scarafaggio, dopo un parapiglia generale, fu respinto dal padre con un bastone nella sua stanza. Avvenimento questo che gli comportò ferite e scorticamenti.  Inizia qui la prigionia e l’olocausto di Gregor che da questo momento sarà tenuto rinchiuso, ricevendo solo i pasti ma poche o nulle parole di conforto o di vicinanza umana. Il fatto che Samsa, sia stato chiuso dove nessuno lo potesse vedere ha senza dubbio un significato psicologico. Gregor sotto questa chiave di lettura rappresenta l’inconscio. Ricordiamoci che siamo nel 1915 e le teorie freudiane sono quasi coeve. L’inconscio nella società borghese del tempo viene rimosso e ritenuto troppo agghiacciante con i suoi impulsi animaleschi. Ma rappresenta anche forse la cattiva coscienza nietzschiana e il senso di colpa. Insomma l’enorme scarafaggio personifica qualcosa da nascondere, di inaccettabile per la moralità borghese. Peccato che poi gli istinti animali rimossi ritornino in forma violenta, come dimostra il padre quando con un bastone riscaccia il figlio nella stanza. Il padre infatti ha una duplice funzione. Da una parte rappresenta colui che mantiene l’ordine sociale, respingendo il diverso. Dall’altra esemplifica chiaramente un complesso edipico non superato. Il padre e il figlio sono in lotta perpetua, ma l’aggressività è soprattutto paterna, egli infatti deve proteggere il proprio harem familiare, rappresentato dalla moglie e dalla figlia.

Gregor invece, così orripilante, è il più umano di tutti: si preoccupa dei familiari, della loro condizione economica e si tiene celato per non spaventarli. Ma sarà ripagato con una pessima moneta. Nutrito con scarti di cibo e abbandonato alla solitudine della sua camera, pian piano in un crescendo di follia e disperazione, si lascerà andare, mentre il resto della famiglia, del tutto irriconoscente a quello che lui aveva fatto per loro sino a quel momento, lo spoglia della mobilia, apparentemente affinché si possa spostare meglio sui muri, ma in realtà di fatto relegandolo così ancor più maggiormente allo stato bestiale.

Tuttavia, in uno slancio di lucidità, il protagonista non vuole separarsi da un quadro che sta sulla parete e dal suo scrittorio (chiara metafora della censura paterna verso la vocazione artistica e intellettuale del figlio). Da questa vicenda comunque, sorgerà un parapiglia, in cui Gregor uscito dalla stanza, sarà assalito a colpi di mela dal padre. Una in particolare gli si conficcherà nella schiena, determinando una grave ferita. Lo scarafaggio Samsa a questo punto verrà ricacciato nella camera dove aspetterà rassegnato la fine. Da quel giorno infatti inizierà a mangiare di rado, con l’infezione della ferita che avanzerà inesorabilmente. Nessuno cercherà di soccorrerlo e sarà lasciato al suo destino, perché la dimenticanza è l’anticamera della morte. Quando essa giunse ormai inevitabile, la famiglia l’ha quasi già dimenticato. Difatti il finale è lieto nella sua amarezza. I familiari sono già proiettati verso il futuro, la situazione economica è migliorata. Si cambia casa e la figlia è diventata ormai una bella ragazza. Una donna in cerca di marito. Continua l’epopea borghese, in attesa che l’avvento del Nazismo, non troppo lontano, ne dimostri tutte le contraddizioni….

Letto: 63
Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

  • Davide De Grazia
    Folgore
  • Davide De Grazia
    Il Joker, tra critica sociale e disagio psichico
  • Davide De Grazia
    Dalla parte della professoressa e dei ragazzi della II E dell’Iti di Palermo
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    La salvaguardia dei boschi contro gli esiti dei cambiamenti climatici
  • Davide De Grazia
    Tutto ciò che non sono riuscito a darti
  • Davide De Grazia
    Hanno tutti ragione
  • Davide De Grazia
    Bisognerebbe amare
  • Davide De Grazia
    Rettile
  • Davide De Grazia
    Psicanalisi e modernismo
  • Davide De Grazia
    Riappropriarsi delle radici
  • Davide De Grazia
    “The Wolf of Wall Street”, una commedia americana
  • Davide De Grazia
    The Witch – Uno dei più interessanti film horror d’autore degli ultimi anni
  • Davide De Grazia
    Sull’anziana età, ovvero, l’ultima generazione di vegliardi
  • Davide De Grazia
    Il curriculum, ovvero nuove forme di selezione, nei rapporti interpersonali
  • Davide De Grazia
    “It”, il film: un pagliaccio che non terrorizza
  • Davide De Grazia
    In un giorno di pioggia
  • Davide De Grazia
    “Pastorale americana”, il capolavoro di Philiph Roth
  • Davide De Grazia
    A me mi piace il blues
  • Davide De Grazia
    L’uomo morale
  • Davide De Grazia
    Ieri al Tip “Mingong”, il primo lungometraggio di Davide Crudetti
  • Davide De Grazia
    Nel solco della notte
  • Davide De Grazia
    Fotografie
  • Davide De Grazia
    La corrente
  • Davide De Grazia
    Calabria grecanica tour: “Roghudi, il paese abbandonato”
  • Davide De Grazia
    Passione
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    A te voglio donare
  • Davide De Grazia
    Sponz Fest: il senso e l’anima dei luoghi
  • Davide De Grazia
    Sui rischi e gli effetti del riscaldamento globale
  • Davide De Grazia
    Signora della notte
  • Davide De Grazia
    Bullismo: vittime, senza colpa
  • Davide De Grazia
    Sesso, amore, società
  • Davide De Grazia
    Relazioni liquide
  • Davide De Grazia
    Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi
  • Davide De Grazia
    Società liquide, ovvero forme post moderne di libertà
  • Davide De Grazia
    Cantico di Natale
  • Davide De Grazia
    Sulla desolazione culturale di questi anni
  • Davide De Grazia
    Cosa mi ha insegnato la lettura di Bukowski
  • Davide De Grazia
    BookCrossing | “On the road”: alla ricerca dell’assoluto
  • Davide De Grazia
    Pino Aprile presenta “Carnefici”
  • Davide De Grazia
    Violenza contro le donne o violenza contro l’umanità?
  • Davide De Grazia
    Sogno distopico
  • Davide De Grazia
    Questi fiori non appassiranno mai
  • Davide De Grazia
    Al di là del piacere
  • Davide De Grazia
    Terremoto
  • Davide De Grazia
    Incontro con Antonello Caporale. “Acqua da tutte le parti”
  • Davide De Grazia
    Felici e Conflenti. La conferenza stampa
  • Davide De Grazia
    Verità
  • Davide De Grazia
    Incontri Bestiali. Presentazione del libro di Giuseppe Paolillo
  • Davide De Grazia
    Oggi la violenza permea tutto
  • Davide De Grazia
    Costa Nostra: un’esperienza esemplare
  • Davide De Grazia
    La ragazza della luna
  • Davide De Grazia
    Una Montagna di pace, il dibattito
  • Davide De Grazia
    Luna di Giugno
  • Davide De Grazia
    Voltarelli presenta Profazio
  • Davide De Grazia
    “I mille morti di Palermo”. Memoria e ricordo
  • Davide De Grazia
    Un “marziano” a Trame
  • Davide De Grazia
    Dialogo
  • Davide De Grazia
    Miraggio
  • Davide De Grazia
    Assenze
  • Davide De Grazia
    Gattu curzunaru
  • Davide De Grazia
    La bellezza è…
  • Davide De Grazia
    Piacevole incontro
  • Davide De Grazia
    Ricordare
  • Davide De Grazia
    Terra ammainata
  • Davide De Grazia
    La danza della morte
  • Davide De Grazia
    Vittime del nostro tempo
  • Davide De Grazia
    In fiera opposizione
  • Davide De Grazia
    L’uomo è per natura altruista?
  • Davide De Grazia
    Operetta Burlesca di Emma Dante ieri sera al Teatro dell’Unical (Recensione)
  • Davide De Grazia
    Verso un’etica del cibo, riflessioni sulla scorta della presentazione del libro “Fine pasto” di Vito Teti
  • Davide De Grazia
    Venere della notte
  • Davide De Grazia
    Rinascita
  • Davide De Grazia
    Mattino di primavera
  • Davide De Grazia
    Illuminazione
  • Davide De Grazia
    Occhi d’Amore
  • Davide De Grazia
    Venerdì Santo
  • Davide De Grazia
    Donna
  • Davide De Grazia
    Feticcio d’amore
  • Davide De Grazia
    Fiore colorato in un deserto salato
  • Davide De Grazia
    I tuoi occhi per me fiumi di stelle che intersecano mondi
  • Davide De Grazia
    Caduto dal cielo
  • Davide De Grazia
    Il sogno
  • Davide De Grazia
    Il giuoco dell’universo
  • Davide De Grazia
    La strada della fascinazione
  • Davide De Grazia
    Tenebre
  • Davide De Grazia
    Nuove realtà
  • Davide De Grazia
    Cani
  • Davide De Grazia
    Decollatura
  • Davide De Grazia
    Incontri
  • Davide De Grazia
    Nostalgia
  • Davide De Grazia
    Viaggi interstellari
  • Davide De Grazia
    Foglie d’inverno
  • Davide De Grazia
    Eva
  • Davide De Grazia
    La barca
  • Davide De Grazia
    Segnali di fumo
  • Davide De Grazia
    Addii
  • Davide De Grazia
    La mia stella
  • Davide De Grazia
    La Poesia è…
  • Davide De Grazia
    La tempesta
  • Davide De Grazia
    Bolgia
Author

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

Follow Me
Other Articles
Previous

Crescendo.

Next

Lo Spirito che Suona.

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme