Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Approfondimenti

Bullismo: vittime, senza colpa

By Davide De Grazia
21 Marzo 2017 4 Min Read
0

Oggi si sente parlare sempre più spesso di bullismo. È un bene che se ne parli, ma il fenomeno tristemente è sempre esistito. Peccato che sembra non esservi rimedio, ma anzi, oggi trova nuovi alleati, su tutti, il web.

Ragazzi, o poco più che bambini, si accaniscono contro loro pari, senza un motivo, che non sia quello della crudeltà. E nessuno fa niente. Ci si gira dall’altra parte, dimenticando che il bullismo semina vittime, crea adulti insicuri, depressi, a volte a loro volta violenti. È una piaga sociale su cui si deve assolutamente intervenire, con atti repressivi, preventivi e curativi. Ma nulla di tutto ciò accade. Naturalmente il luogo di elezione di questo sporco fenomeno è la scuola. Le scuole medie e le superiori su tutte.

I bulli si accaniscono spesso contro i bravi ragazzi. Ragazzi, o bambini, che si trovano in una situazione di minorità rispetto alla forza bruta del branco, che sceglie accuratamente la sua vittima, e la rende un diverso da ridicolizzare, sottomettere, picchiare. Si toglie umanità con la pretesa dello scherzo. Chi non ride del giogo che gli viene inferto ha poco senso dell’umorismo, e quindi non ha nemmeno possibilità di ribellarsi, e intanto non vede nessuno, non sente nessuno, quei pochi che sembrano accorgersi di qualcosa lo fanno deridendo a loro volta. Insomma la vittima dei bulli vive un dramma raccapricciante, soffre in silenzio e cerca di nascondere il proprio disagio e la propria umiliazione, perché in fondo essa non esiste, è solo nella sua testa. Sono gli altri ad aver ragione e merita quegli scherzi, perché non sa stare al gioco e forse veramente è un diverso.

Rendiamoci conto delle conseguenze devastanti che questi atti di derisione, accanimento, prevaricazione, umiliazione hanno sulla psicologia della vittima, che molto spesso subisce tutto alla luce del sole. Anzi il sole è la cosa che essa teme di più, perché è proprio sotto la luce dell’opinione pubblica che i bulli agiscono e dove la vogliono screditare a tutti i costi. E il dramma è che ci riescono quasi sempre. Infatti il pubblico non solo non interviene, ma a volte persino si unisce alla derisione e quando non lo fa comunque tende a giudicare negativamente più che i bulli proprio la vittima, considerata un debole, uno che non si sa difendere, se non un vero e proprio diverso, che va al massimo compatito, ma non certo amato.

Sono rarissimi i casi in cui la vittima del bullismo viene veramente aiutata. Gli adulti poi si girano dall’altra parte. Tendono a volte quasi a giustificare i bulli, dicendo che sono vittime di situazioni familiari difficili, di padri violenti, o che in fondo quella è solo una palestra di vita, che la vittima deve superare. Esso infatti è forse un bambino o un ragazzo troppo protetto, forse troppo sensibile, che se la prende davvero per poco. E anche quando le violenze vanno in escalation, e alla derisione si uniscono le percosse, si tende a minimizzare. Al più, i bulli vengono rimbrottati, ma non si capisce che quello che stanno compiendo è un vero e proprio crimine, che di certo la tenera età non rende meno grave.

Le cose andrebbero chiarite subito al bullo, esplicitandogli che non solo sta facendo un’azione spregevole, di cui si deve vergognare, ma che sta andando contro la legge, e che il riformatorio sarà la sua destinazione naturale se non si darà una calmata. I bulli infatti saranno dei pessimi adulti, deboli con i forti e forti con i deboli, mentre i soggetti bullizzati sono ad altissimo rischio depressione, ansia, quando non addirittura suicidio. A chi pensa a queste povere vittime? Non ci pensa quasi nessuno. I genitori infatti molto spesso fanno finta di non capire presi dalle loro normali attività. I professori peggio che peggio. I coetanei quando non partecipano alla derisione, isolano, e non vogliono avere nulla a che fare con il “diverso”.

Ma quindi che fare? Bisogna intervenire con campagne di sensibilizzazione nelle scuole, luogo di elezione delle violenze, tra i corridoi, nei cortili o nei bagni. I professori devono vigilare, e qualora non sia possibile, inserire delle persone che controllino situazioni di eventuali criticità. Infatti nelle scuole sembra che tutto sia possibile, non luoghi dove più che formazione si crea degrado e disagio sociale. Poi andrebbero inseriti degli psicologi, laddove essi già non ci siano, in modo che i ragazzi con disaggi possano confidarsi con qualcuno, e iniziare così un’opera di intervento attivo, perché molti problemi psichici si formano proprio a questa età, e sono aggravati dal cattivo rapporto con gli insegnanti o con i compagni di classe.

Infine, andrebbero inasprite le sanzioni contro i bulli. Non se la possono infatti cavare con una semplice tirata d’orecchie. Andrebbe inserito il reato di bullismo, perché lesivo della dignità umana. Uno dei reati più beceri, che il fatto che molto spesso sia compiuto da minori, non ne attutisce per niente la gravità. Il bullismo infatti se da una parte distrugge la psiche della vittima, preparandogli un futuro a volte già segnato (magari sotto il segno dei farmaci e del disagio psichico), annientando la sua dignità, lo prepara a subire atti di violenza sempre più gravi, che possono andare dalle percosse fisiche abitudinarie, alla tortura, sino alla violenza sessuale e alla messa in rete degli atti disumanizzanti.

Inoltre, in casi estremi, e in soggetti già predisposti, le vittime di bullismo possono a loro volta diventare carnefici, e riversare tutta la rabbia accumulata, per le sopraffazioni subite e per l’ignavia della gente, verso altri, con gesti inconsulti. D’altra parte sembrano testimoniare in tal senso numerosi esempi, come la strage di Monaco nel 2016, quando un diciottenne uccise, in un centro commerciale, prima di suicidarsi, nove persone! Egli avrebbe detto prima di compiere la strage: «sono stato vittima del bullismo per 7 anni e ora ho dovuto comprare una pistola per spararvi».

Che queste ultime parole siano un monito, ma al contempo non dimentichiamo che le vittime dei bulli sono ragazzi buoni, che non hanno fatto niente per meritarsi di soffrire.

Vittime, senza colpa.

Letto: 11
Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

  • Davide De Grazia
    Folgore
  • Davide De Grazia
    Il Joker, tra critica sociale e disagio psichico
  • Davide De Grazia
    Dalla parte della professoressa e dei ragazzi della II E dell’Iti di Palermo
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    La salvaguardia dei boschi contro gli esiti dei cambiamenti climatici
  • Davide De Grazia
    Tutto ciò che non sono riuscito a darti
  • Davide De Grazia
    Hanno tutti ragione
  • Davide De Grazia
    Bisognerebbe amare
  • Davide De Grazia
    Rettile
  • Davide De Grazia
    Psicanalisi e modernismo
  • Davide De Grazia
    Riappropriarsi delle radici
  • Davide De Grazia
    “The Wolf of Wall Street”, una commedia americana
  • Davide De Grazia
    The Witch – Uno dei più interessanti film horror d’autore degli ultimi anni
  • Davide De Grazia
    Sull’anziana età, ovvero, l’ultima generazione di vegliardi
  • Davide De Grazia
    Il curriculum, ovvero nuove forme di selezione, nei rapporti interpersonali
  • Davide De Grazia
    “It”, il film: un pagliaccio che non terrorizza
  • Davide De Grazia
    In un giorno di pioggia
  • Davide De Grazia
    “Pastorale americana”, il capolavoro di Philiph Roth
  • Davide De Grazia
    A me mi piace il blues
  • Davide De Grazia
    L’uomo morale
  • Davide De Grazia
    Ieri al Tip “Mingong”, il primo lungometraggio di Davide Crudetti
  • Davide De Grazia
    Nel solco della notte
  • Davide De Grazia
    Fotografie
  • Davide De Grazia
    La corrente
  • Davide De Grazia
    Calabria grecanica tour: “Roghudi, il paese abbandonato”
  • Davide De Grazia
    Passione
  • Davide De Grazia
    Estate
  • Davide De Grazia
    A te voglio donare
  • Davide De Grazia
    Sponz Fest: il senso e l’anima dei luoghi
  • Davide De Grazia
    Sui rischi e gli effetti del riscaldamento globale
  • Davide De Grazia
    Signora della notte
  • Davide De Grazia
    Sesso, amore, società
  • Davide De Grazia
    Relazioni liquide
  • Davide De Grazia
    Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi
  • Davide De Grazia
    Società liquide, ovvero forme post moderne di libertà
  • Davide De Grazia
    Cantico di Natale
  • Davide De Grazia
    Sulla desolazione culturale di questi anni
  • Davide De Grazia
    BookCrossing | “La metamorfosi”: il caso inquietante di Gregor Samsa
  • Davide De Grazia
    Cosa mi ha insegnato la lettura di Bukowski
  • Davide De Grazia
    BookCrossing | “On the road”: alla ricerca dell’assoluto
  • Davide De Grazia
    Pino Aprile presenta “Carnefici”
  • Davide De Grazia
    Violenza contro le donne o violenza contro l’umanità?
  • Davide De Grazia
    Sogno distopico
  • Davide De Grazia
    Questi fiori non appassiranno mai
  • Davide De Grazia
    Al di là del piacere
  • Davide De Grazia
    Terremoto
  • Davide De Grazia
    Incontro con Antonello Caporale. “Acqua da tutte le parti”
  • Davide De Grazia
    Felici e Conflenti. La conferenza stampa
  • Davide De Grazia
    Verità
  • Davide De Grazia
    Incontri Bestiali. Presentazione del libro di Giuseppe Paolillo
  • Davide De Grazia
    Oggi la violenza permea tutto
  • Davide De Grazia
    Costa Nostra: un’esperienza esemplare
  • Davide De Grazia
    La ragazza della luna
  • Davide De Grazia
    Una Montagna di pace, il dibattito
  • Davide De Grazia
    Luna di Giugno
  • Davide De Grazia
    Voltarelli presenta Profazio
  • Davide De Grazia
    “I mille morti di Palermo”. Memoria e ricordo
  • Davide De Grazia
    Un “marziano” a Trame
  • Davide De Grazia
    Dialogo
  • Davide De Grazia
    Miraggio
  • Davide De Grazia
    Assenze
  • Davide De Grazia
    Gattu curzunaru
  • Davide De Grazia
    La bellezza è…
  • Davide De Grazia
    Piacevole incontro
  • Davide De Grazia
    Ricordare
  • Davide De Grazia
    Terra ammainata
  • Davide De Grazia
    La danza della morte
  • Davide De Grazia
    Vittime del nostro tempo
  • Davide De Grazia
    In fiera opposizione
  • Davide De Grazia
    L’uomo è per natura altruista?
  • Davide De Grazia
    Operetta Burlesca di Emma Dante ieri sera al Teatro dell’Unical (Recensione)
  • Davide De Grazia
    Verso un’etica del cibo, riflessioni sulla scorta della presentazione del libro “Fine pasto” di Vito Teti
  • Davide De Grazia
    Venere della notte
  • Davide De Grazia
    Rinascita
  • Davide De Grazia
    Mattino di primavera
  • Davide De Grazia
    Illuminazione
  • Davide De Grazia
    Occhi d’Amore
  • Davide De Grazia
    Venerdì Santo
  • Davide De Grazia
    Donna
  • Davide De Grazia
    Feticcio d’amore
  • Davide De Grazia
    Fiore colorato in un deserto salato
  • Davide De Grazia
    I tuoi occhi per me fiumi di stelle che intersecano mondi
  • Davide De Grazia
    Caduto dal cielo
  • Davide De Grazia
    Il sogno
  • Davide De Grazia
    Il giuoco dell’universo
  • Davide De Grazia
    La strada della fascinazione
  • Davide De Grazia
    Tenebre
  • Davide De Grazia
    Nuove realtà
  • Davide De Grazia
    Cani
  • Davide De Grazia
    Decollatura
  • Davide De Grazia
    Incontri
  • Davide De Grazia
    Nostalgia
  • Davide De Grazia
    Viaggi interstellari
  • Davide De Grazia
    Foglie d’inverno
  • Davide De Grazia
    Eva
  • Davide De Grazia
    La barca
  • Davide De Grazia
    Segnali di fumo
  • Davide De Grazia
    Addii
  • Davide De Grazia
    La mia stella
  • Davide De Grazia
    La Poesia è…
  • Davide De Grazia
    La tempesta
  • Davide De Grazia
    Bolgia
Author

Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

Follow Me
Other Articles
Previous

Papá

Next

Viva i matti

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme