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Operetta Burlesca di Emma Dante ieri sera al Teatro dell’Unical (Recensione)

By Davide De Grazia
11 Aprile 2016 3 Min Read
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“Operetta burlesca” (alla regia, ai testi e ai costumi Emma Dante) è la storia di Pietro, un ragazzo di un paesino ai piedi del Vesuvio, figlio di genitori siciliani emigrati, omosessuale, il cui unico divertimento è di travestirsi la sera da donna nella sua stanza per ballare e andare a fare shopping nel centro di Napoli, laddove può raggiungere quell’anonimità che gli permette di essere veramente se stesso. Queste sono le uniche evasioni che si può concedere, in quanto il presente è ben più triste, represso da genitori dalla mentalità ristretta e conformista i quali non accettano la sua vera identità sessuale e che lo mandano a lavorare in una pompa di benzina, “un lavoro da uomini”, che lui non sente assolutamente come suo. Ma Pietro ha un animo passionale e non smette mai di credere in una possibile evasione da un presente così avaro di emozioni. E poi finalmente arriva l’amore. Arriva quando meno te lo aspetti. Arriva a quarant’anni. Conosce il suo uomo, naturalmente, in un negozio di scarpe per donne, di cui lui è il titolare. Sembrerebbe una storia d’amore come tante, forse solo con qualche imbarazzo in più. Dopo due anni di relazione, Pietro finalmente chiede al fidanzato di fuggire insieme, ma qui scopre una triste verità. Lui è sposato e ha due figli. Ma Pietro non demorde, va dalla moglie dell’amante e gli sventola tutta la storia. Purtroppo la vicenda non finisce bene perché l’amante invece di assecondare Pietro lo minaccia e gli dice che se si fosse fatto di nuovo vivo lo avrebbe ucciso.

L’epilogo è triste. La ribellione di Pietro alle consuetudini e al conformismo viene contrastato in tutti i modi prima dai genitori ottusi e poi dall’amante stesso, che di fronte alla possibilità di squarciare il velo di ipocrisia di cui era infarcita la sua vita si tira indietro. Cosa ci resta allora da tutta questa storia? Lo spirito di Pietro, ribelle e passionale, e quindi tragico. La sua vitalità, il suo non arrendersi mai di fronte ad una realtà piena di personaggi ciechi e ottusi e povera d’amore, per lui che ne avrebbe tanto bisogno. Una nota sui vestiti, bellissimi e disegnati dalla stessa Dante. Sui balletti burlesque in cui Pietro è affiancato da due bravissimi ballerini, di cui la donna è il suo alterego, e l’uomo il suo amante. Il padre e la madre sono interpretati dalla stessa persona, insomma tutti i personaggi sono sdoppiati o ricomposti in uno, quasi come a farci capire come la realtà in fondo sia solo apparenza e gioco delle parti.

In conclusione, da questo spettacolo emerge un’Italia ancora molto indietro sulla questione dei diritti civili, in cui domina l’ignoranza sui temi del travestitismo e dell’omosessualità (si pensi alla mamma di Pietro che dice più volte al figlio di essere “normale”) e in cui molto spesso sono anche i soggetti lesi a piegarsi al conformismo dominante come l’amante. Operetta Burlesca è una storia scanzonata ma amara di fondo, che ci lascia il prezioso messaggio di essere meno superficiali e sbrigativi nel giudicare il “diverso” (termine brutto, che oramai non ha più senso, diverso da quale norma?) perchè esso è esattamente come noi ed ha proprio per questo diritto come noi ad essere felice.

Letto: 2
Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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