“Scultura Dipinta”. Inaugurata nuova mostra di Antonio Saladino
Fino al 5 maggio al Museo Archeologico Lametino
Inaugurata presso il Museo Archeologico Lametino la nuova mostra dell’artista Antonio Saladino, “Scultura Dipinta. Trasposizioni su carta vetrata”. L’esposizione – visitabile dal martedì alla domenica dalle 09:00 alle 19:00 fino al 5 maggio – è curata dalla storica dell’arte Elisabetta Longo ed è promossa dalla Direzione regionale musei Calabria e realizzata in sinergia con lo stesso Museo lametino, con il patrocinio del Comune di Lamezia Terme e il coordinamento dell’Associazione Castalia. Un ritorno, per l’artista lametino, nelle stesse sale in cui muoveva i primi passi d’artista e in cui ritorna, oggi, con 47 opere pittoriche su carta vetrata.
«Un progetto che rappresenta una tappa delicata e molto bella per Saladino – ha esordito la curatrice Elisabetta Longo – quando mi ha convocata nel suo studio per ragionare insieme sulla mostra ho visto un universo creativo che passa attraverso la scultura, la pittura e ora anche su queste carte vetrate. Quasi una metafora, ma anche la grande intuizione di dare un ruolo da protagonista a un oggetto preso in prestito dal mondo del lavoro, uno strumento cioè funzionale per altro e che ha dimostrato una grande capacità di dare maggiore spessore e rilevanza alla materia cromatica».

L’intuizione della carta vetrata
È lo stesso artista, infatti, a spiegare come l’intuizione della carta vetrata è giunta per un classico caso di “serendipità”: «la utilizzavo come attrezzo, serviva per togliere i difetti sulle superfici di terracotta e non l’avevo mai presa in considerazione per un utilizzo diverso. Finché ci fu questo episodio, sul mio banco da lavoro c’era questo foglio di carta vetrata sul quale erano cadute alcune gocce di colore». Le 47 opere, come continua a spiegare Saladino «sono comunque le mie sculture in versione pittorica, è un mio ciclo di opere con il quale non mi sento di dare risposte o illuminazioni: ho voluto invece offrire un nuovo modo di esplorare la materia. Io mi pongo solo domande, niente certezze».
Alla presentazione della mostra, presente la direttrice del Museo Archeologico Lametino, Simona Bruni, che ha sottolineato il profondo legame del luogo con «i tanti messaggi che l’arte contemporanea fa da rimando alla storia, all’archeologia, alla nostra identità, in un immediato connubio biunivoco tra la compagina archeologica e la contemporaneità». Presente anche l’assessora alla Cultura di Lamezia Terme, Annalisa Spinelli, che ha elogiato le attività di un Museo sempre attento «a promuovere iniziative che favoriscano lo sviluppo dell’identità».
Parola infine a Virginia Silvano, presidente dell’associazione Castalia, promotrice della mostra, per la quale ha sottolineato la mission di «promuovere l’arte a trecentosessanta gradi e diffondere la consapevolezza e l’importanza di vivere in un territorio come la Calabria, spesso definito ai margini, ma invece con una storia incredibile che molte volte noi stessi dimentichiamo».

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Vive a Lamezia Terme, legge e scrive dove gli capita. A tempo perso si è laureato in Beni Culturali e in Scienze Storiche, a tempo perso gestisce il blog Manifest e a tempo perso è responsabile della Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del TIP Teatro. Di fatto, non ha mai tempo. Ha pubblicato due romanzi, "Al di là delle dune" (2023, A&B) e "Quattro apocalissi" (2024, Qed) e un racconto, "Il buco nero" (2025, Galileo Editore).
