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A quattro anni di distanza dal suo romanzo d’esordio – “La casa sull’altopiano” (Eretica, 2016) che non esitai a definire un “piccolo e delicato gioiello” – Giulia De Sensi ci fa dono di 13 brevi racconti, presentati in quarta come «surreali» e che «affrontano problemi sociali di scottante attualità attraverso un’ottica delicatamente soggettiva e una leggerezza dal retrogusto fantastico».

Personalmente non mi trovo molto d’accordo con l’aggettivo “surreale”, e per fortuna.  I 13 racconti di “Come neve”, in effetti, hanno a che fare piuttosto con quanto di più reale ci sia nelle pur diversificate e dinamiche quotidianità di ciascuno di noi. Ma tutto ciò entro canoni di introspezione ben specifici, così che, al massimo, mi piacerebbe definire questi racconti come “subreali”, perché dipingono spesso la realtà che sta all’interno della nostra mente, ben diversa da quella esterna. Hanno a che fare con la percezione, più che con la sensazione. Non è un caso che su 13 scritti, ben 11 si presentino in prima persona. E solamente in uno – “Separati dal resto”, che apre la raccolta – Giulia chiosa con un finale a “effetto”. In tutti gli altri l’azione fisica è subordinata alle azioni interiori: sprazzi di personalità che, pur nella brevità dei racconti, riescono a intravedersi nella loro complessità: anzi, mi pare proprio che i protagonisti degli scritti più brevi riescano a imporsi meglio rispetto agli altri, perché la brevità, in questi casi, non è fretta macchinosa, ma un corollario denso di immagini potenti, legami vitali, gioie e dolori della vita. È l’imporsi della pausa e dei silenzi sulla parola e sulla digressione fine a se stessa; è la cura e la delicatezza del sottotesto, l’architettura del racconto, insomma. È qui che Giulia si dimostra scrittrice sopraffina ed esperta.

Lo stile è fluido, accomodante per il lettore, coerente nella variatio tematica dei diversi racconti tanto da esserne il filo principale che li lega. Particolarmente apprezzabile la capacità, nel dialogico, di imprimere una certa suspance, soprattutto, com’è normale, nei pezzi più lunghi (“Il fantasma di Via Giolitti” e l’eponimo “Come neve”).

Giulia De Sensi, Come neve. 13 racconti brevi, Il seme bianco, Roma 2020

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, trent'anni fa. "Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo:" [E. Sanguineti]

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