Quattro chiacchiere con faccinatriste: storia, progetti e divenire dello “spleen di un lunedì nuvolo” :(

Il loro primo singolo ufficiale, “Di te, di me” ha superato in poco tempo i 22.000 ascolti e siamo appena all’inizio. Quello di faccinatriste si prospetta un progetto non solo musicale – di un nobile indie-rap improntato all’autenticità di quello che ci circonda – ma più largamente visivo, aesthetic, dotato cioè di uno stile ben definito e alla ricerca di una poetica riconoscibile. Frutto di una recente “rinascita” – come gli stessi protagonisti raccontano – faccinatriste ci ha estremamente incuriosito fin dai suoi esordi su Instagram e su Soundcloud. Ecco la nostra chiacchierata con Salvatore, Ludovico e Matteo!

La prima domanda che mi nasce spontanea, vista e considerata una certa poetica che gioca al “mistero” è: chi è faccinatriste? Quando è nat* e, soprattutto, perché?

faccinatriste è l’insieme di storie, emozioni e sentimenti che circondano le nostre vite. Siamo nati come duo di voci: Salvatore Giuseppe Di Spena (già conosciuto nell’ambiente urban/rap con lo pseudonimo Soter) e Ludovico Miceli (già voce e chitarra del gruppo Punk-Rock Issterica) a Dicembre 2019. Ci trovammo in uno studio di Lamezia Terme per registrare una canzone che sarebbe stata poi contenuta nel disco di un producer (Matteo Muraca, in arte Dark Fox, amico che dopo qualche mese si è aggiunto in pianta stabile a faccinatriste nelle stesse vesti) e trovandoci in linea artisticamente decidemmo di iniziare a muoverci per fare un po’ di cose insieme. Rilasciammo a mo’ di esperimento a Giugno 2020 due canzoni non ufficiali, intitolate 27/8 e You Are (Not) Mine, sulla piattaforma musicale Soundcloud e come reel su Instagram. Vedendo i due pezzi ben accolti anche al di fuori dalla nostra cerchia di conoscenze, decidemmo allora di impegnarci in questo progetto, ma a causa della pandemia trovammo parecchie difficoltà nell’organizzazione delle sessioni in studio e ci fermammo per un lungo periodo. Rinasciamo nel 2022 perché il bisogno di creare nuova musica era ormai diventato indomabile. Sentiamo il bisogno di ringraziare tutte le persone che ci hanno spinto a ricominciare, tanto è merito loro. Abbiamo troppe cose in sospeso con la musica e vorremmo portarle a termine tutte. Attualmente abbiamo un team composto da producer/beatmaker, musicisti, fotografi, illustratori e videomakers e siamo in continua espansione.

La domanda sui modelli ispirazionali è sempre necessaria, ma proviamo a rendere l’argomento più complesso: quali sono le influenze artistiche – non solo musicali, ma a trecentosessanta gradi – di faccinatriste e, soprattutto, come vi ponete in relazione ad esse da un punto di vista creativo?

S: è sempre complicato per me parlare di influenze perché non riesco sempre a percepire con esattezza a catalogare la provenienza di determinati stimoli. Certamente il mio stile di vita, le persone che mi circondano e gli ambienti che frequento hanno da sempre influenzato la mia sensibilità artistica. Vivo da anni a stretto con musica, pittura, fotografia, letteratura, disegno e tutto questo, in maniera più o meno marcata, incide sul mio processo creativo. Sarebbe banale, tra le influenze, fare nomi di cantanti storici o contemporanei, in fondo quelli valgono un pò per tutti. Ti faccio invece un po’ di nomi di non-musicisti: Inio Asano, Kerouac, Chagall, De Chirico, Murakami, Montale. La lista potrebbe continuare per parecchio.

L:
 Le influenze per me sono tante, ascolto musica e generi parecchio differenti fra loro, dal grunge/rock psichedelico fino ad arrivare al pop più commerciale. Mi piace andare alla ricerca di artisti particolari, poco conosciuti e con sonorità molto di nicchia. A furia di ascoltare e dissezionare chirurgicamente brani, qualche idea viene fuori. Dal punto di vista creativo, la fase di stesura di un brano é sempre imprevedibile. Magari entro nel flow e scrivo il pezzo in dieci minuti, oppure ci rimango sopra per settimane. L’ispirazione è letteralmente “volatile” per me, non so né quando e né se arriverà.

M: Sembrerà banale, ma è da un po’ che riesco a fare bene musica solo se sono in compagnia. Indubbiamente l’ispirazione parte da quello che vivo e che ascolto, ma il processo creativo nasce solo in due, con una chitarra o una tastiera. Ultimamente ascolto un sacco Tutti Fenomeni e maxime, ma anche un po’ di lofi come Powfu, e alternative, ad esempio Willow. Cerco di non basarmi su quello che ascolto quando produco. Il processo di scrittura e creazione è lineare e dipende da ciò che sta succedendo nella canzone, non deve essere vincolato, ma qualche influenza qua e là si sente sicuramente. Dal punto visivo sicuramente l’aesthetic associato alla musica lofi, con immagini prese da anime ed effetti VHS, ma anche i lavori di Murakami e Joe Boyd sono una grande influenza.

Parliamo invece di territorio, come vive faccinatriste l’ambiente artistico, e più strettamente musicale, della sua terra?

faccinatriste trae la linfa vitale dal territorio. A Lamezia Terme e in Calabria musicalmente e più in generale artisticamente non ci sentiamo “limitati”. D’altronde già diversi amici/conoscenti concittadini sono ormai artisti di fama nazionale, segno che qui ci stanno persone veramente interessanti. Collaboriamo con musicisti in gamba del territorio e siamo fieri del nostro team artistico. Non ci è mai capitato di pensare: “ah beh, se qui ci fosse stato X l’avremmo fatto meglio”. Ovviamente questo è un buon punto di partenza, poi più in là vedremo l’evolversi delle nostre esigenze. Lavoreremo certamente anche con artisti non calabresi, ma non perché ci sia un problema di luogo fisico in sé, quanto più perché crediamo sia fisiologico non trovare tutte le particolarità che si desiderano nelle vicinanze fisiche. Questo problema quindi lo si avrebbe avuto in qualsiasi città del mondo. Siamo del parere che lavorare con persone di fiducia, che ci conoscono in toto, dia un’energia in più a ciò che stiamo creando.

Una canzone che vi ha cambiato la vita o che vi ha dato il la per coltivare la passione musicale?

S: La donna cannone di De Gregori

L: Nothing else matters – Metallica

M: Mitradite 17.5 di Axos

Qual è il progetto di faccinatriste nel futuro più prossimo? Cosa ci aspetta, insomma, nell’immediato? E quando potremo ascoltarvi live?

Ti diciamo in anteprima che l’11 Gennaio uscirà il nuovo singolo. Stiamo lavorando a diversi pezzi contemporaneamente e abbiamo stilato un piano d’uscita per il 2023 (se queste decisioni continueranno a dipendere solo da noi). Sperimenteremo un po’ di cose nei prossimi pezzi, stiamo studiando parecchio. Per quanto riguarda i live: ci sono già arrivati degli inviti, ma li abbiamo temporaneamente declinati. Vorremmo preparare uno show particolare, iconico, e c’è bisogno della situazione giusta e dei mezzi giusti per presentarlo. Soprattutto c’è bisogno di tante canzoni. Questo discorso vale per i live “faccinatriste”, ciò non toglie però che quando capiterà l’occasione adatta potremmo comunque fare delle comparsate in qualche serata.

Insomma… perché la faccina è triste?

S: Perché siamo spleen di un lunedì nuvolo, malinconia di una domenica pomeriggio, libri lasciati a metà, vuoti contemplati per protesta all’incedere del tempo, autobus fuori orario, ultimo giorno di scuola elementare, sabati sera in compagnia di noi stessi, il motivo per cui non hai più scritto al tuo vecchio migliore amico, conchiglie esiliate dal mare, siamo per chi ha ancora un posto per qualcuno senza che quel qualcuno più esista, quei condizionali rimasti condizionali ma eternamente presenti

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L: Perché la faccina va controcorrente, in un mondo in cui è obbligatorio mostrarsi sempre felici, essere tristi è quasi sovversivo.

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