Freesia refracta | è ancora presto

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Dormirò ancora per un poco
ma sappiate
che presto farò ritorno,
fra le sabbie del nostro spazio,
a reimparare a contare
e fidandomi ancora dei fili d’erba.
Nel mondo che avrò davanti
quel giorno
non vi saranno più cortisonici
né ormoni di nessun tipo;
chiederò allora
ai signori del tempo
una padronanza nel corpo
così completa e così piena
da dimenticare di possederne uno.
Chiameremo madre e chiameremo padre
ogni tipo di angiosperme,
il concetto di fratello perderà valore,
le nostre madri e i nostri padri,
i nostri fratelli le nostre sorelle
si riconosceranno in noi
come noi riconosceremmo le loro voci
fra tutti i mondi immaginabili.

Ma è presto ancora:
non abbiamo ancora attraversato
il verso principe delle nostre vite.
Si dice, in ogni poesia v’è un verso
tale, maestro, da reggere l’architettura
di tutto il resto.
Un verso atlantico, di norma
silenzioso, a volte persino
è uno spazio tra due strofe.
È ancora presto:
credo di esser posizionato
all’incirca
nel vuoto tra un apostrofo
e una parola qualsiasi.

Vive a Lamezia Terme, legge e scrive dove gli capita. A tempo perso si è laureato in Beni Culturali e in Scienze Storiche, a tempo perso gestisce il blog Manifest e a tempo perso è responsabile della Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del TIP Teatro. Di fatto, non ha mai tempo. Ha esordito nel 2023 con il romanzo "Al di là delle dune" (A&B)

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