Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Approfondimenti

La peggiore narrazione della Calabria, comunque, è quella che non esiste

By Domenico Benedetto D'Agostino
3 Febbraio 2020 14 Min Read
0

Non abbiamo avuto la forza. Di nuovo. Quella necessaria per poter ricominciare a narrarla questa Calabria. E che non si dica che non vi possa essere correlazione tra il narrare e la cosa narrata. Cioè che parlare di “narrazione” sia attività improduttiva. Noi, più semplicemente e forse meno criticamente, preferiamo seguire l’antica usanza che considera la parola, il verbo, rigorosamente all’infinito, come atto preliminare, necessario per qualsiasi creazione. Tutt’al più potremmo mostrarci campanellianamente utopici nell’immaginare che il dibattito calabrese possa rientrare, niente meno, in un dibattito più ampio, italiano, meridionale o, addirittura, mediterraneo. Ma siamo consapevoli di questo limite. Vogliamo crederci davvero a una possibile narrazione della Calabria. Il problema è che finora, nel nostro attuale momento storico e politico, la non meglio specificata rassegnazione, quella assunta addirittura come “tipo” del calabrese da un’antropologia ancora poco chiara e, purtroppo, distante dalla vita reale (vogliamo dire, per essere più chiari, che alcune voci solitarie, tra tutte Vito Teti, necessiterebbero di concreti appoggi giovanili, menti preparate scientificamente, giovani che studiano e, quindi, sostegni e finanziamenti per la ricerca, ma anche una più concreta presa di posizione delle Università, ecc.), poggia su due assi direttrici che, in realtà, “non dirigono” un bel niente. Da un lato, assistiamo – e, forse, mai come in questi ultimi mesi di campagna elettorale ne abbiamo avuto chiara visione – a una esplicita e, ci verrebbe da dire, “volgare” mancanza di narrazione della Calabria; dall’altro, osserviamo che laddove le narrazioni tentino di nascere, queste non riescono a giungere, poi, a una nuova “creazione”, una nuova idea sufficientemente potente, ma, al massimo, rielaborano, ripensano, rimescolano alcune carte, senza riuscire a produrre nuove idee o, figuriamoci, nuove ideologie.

Ma… per dare concretezza a tutto questo. Nel primo di questi due aspetti, come già accennato, rientrano i numerosi esempi di “prassi comunicativa” cui ci ha fatto dono la quasi totalità dei media nazionali in occasione delle ultime elezioni regionali. In parole povere, della Calabria – quella che ha avuto addirittura l’onore di vedersi dedicata una “maratona Mentana” – non interessa a nessuno. Come ha candidamente affermato il leghista più “posato”, Giorgetti, vera stella per il futuro della Lega (quando l’estremismo Salviniano, si spera presto, avrà esaurito la sua carica propulsiva per raccogliere solo tanta tempesta), in una delle tante monotone serate lilligrubberiane. E ci mancherebbe, pure, che le parole di Giorgetti non destassero le nostre ire e indignazioni. Poi, se non riusciamo a scorgere in quelle parole la natura conseguenziale e non causale, pazienza. Sì, perché la nostra “capoccia”, tutto sommato, difficilmente ci farebbe ammettere che, forse forse, Giorgetti ha pienamente ragione. E se da un leghista come lui non ci si poteva aspettare qualcosa di molto diverso (a proposito: chissà se almeno ai nuovi consiglieri regionali della Lega interessa, in qualche modo, la Calabria!), non dovremmo forse ritenere maggiormente responsabili di “dimenticanza” chi della narrazione ne fa il proprio – nobile, nobilissimo per pochi – mestiere? Insomma, quella di Giorgetti è stata un’uscita pesante. Ma, in qualche modo, è stata un’uscita. Per il resto, solo indifferenza. E quella ci fa ancora più male.  E allora, siamo seri, andrebbero un po’ tutti infilati nello stesso calderone, senza distinzione di cartellini, di simpatie o antipatie: i vari Floris, Gruber, Mentana, la bella compagnia di La7, ma anche Rete4, Fazio, e così via in un lungo, lunghissimo elenco di salviniana memoria. La subordinazione della Calabria nei confronti dell’Emilia-Romagna (ho sentito alcuni lamentarsi della poca visibilità data alla “Romagna”, pensa tè!) è stata decisamente vergognosa. Vergognosa perché assunta a norma, a fatto del tutto consuetudinario e indiscutibile. Non ci è permesso, insomma, discutere del “come” e del “perché” la Calabria non possa essere importante quanto l’Emilia-Romagna, ai fini elettorali e non solo. È così e basta. Anche perché la risposta la temiamo. Ed è una risposta non dissimile da quella che ci daremmo se volessimo dar conto, in una prospettiva economica, politica e sociale più ampia, dell’enorme differenziazione territoriale che si vuole, anche qui, elevare a norma con la questione dell’autonomia differenziata. Questione che è, forse, la più importante tra quelle in mano alla politica degli ultimi anni e, proprio per questo motivo, così lontana dal dibattito della massa che, invece, trova infinitamente più affascinante cadere nei tranelli delle “false narrazioni”, quelle vere e proprie “distrazioni nazionali”; la presunta emergenza immigrazione fra tutte. Per chiudere la parentesi ricollegandoci al nostro argomento: possibile mai che l’Emilia-Romagna sia più importante proprio perché più ricca? Possibile mai che, proprio laddove c’è stata riempita la testa da uno dei “migliori governi regionali” d’Italia (e le lodi a Stefano Bonaccini hanno di gran lunga travalicato la decenza in certi ambienti di “sinistra liberale”) non si poteva abbassare la guardia, almeno di poco, tanto quanto bastava per aprire, invece, qualche spiraglio in più sulla questione calabra? Come se già non bastasse l’incostituzionale prassi (consolidata negli ultimi decenni da Berlusconi e dalla Lega di Bossi) che prevede una differenziazione tra fondi erogati al Nord e fondi erogati al Sud sulla base di… consuetudini storiche (cioè, se il Nord è più ricco storicamente, merita più fondi! Si veda la puntata di Report del 4 novembre). Ma secondo quale Costituzione, secondo quale codice deontologico, secondo quale morale, alla Calabria non può essere dedicato lo stesso democratico spazio riservato a un’altra regione? “La Calabria è una regione problematica”, si sa. “Ultima in tutti gli indicatori statistici” e lo sappiamo pure. E non basterebbero già queste due banalissime constatazioni per donarle il diritto di essere raccontata approfonditamente? Insomma, non ci sono mezzi termini. Noi non ne vediamo, almeno, nelle varie parole di cui si son riempiti presentatori, giornalisti, inviati e chi più ne ha più ne metta. Parole quasi sempre ingenue, e per questo maggiormente fastidiose di quelle di Giorgetti. “Niente contro i nostri amici calabresi, ma si sa, è in Emilia la vera battaglia per queste elezioni” qualcosa del genere affermava Mentana, senza naturalmente dettagliare e motivare questa “battaglia elettorale”. “In Calabria non sono previste sorprese: i calabresi hanno premiato sempre l’alternanza” ha sentenziato il preparato Paolo Pagliaro che dedica addirittura (!) il suo “Punto” di 60 secondi alla Calabria, a fronte dei restanti 39 minuti dell’ennesima puntata di Otto e mezzo dedicata all’area bolognese, alle sardine, a Salvini ecc. E d’altronde cchi cci dici? Non ha avuto perfettamente ragione, anche questa volta? Una costumata Myrta Merlino, nel suo spazio mattutino, ha candidamente affermato: “…ricordiamo che si vota il 26 novembre in Calabria e, soprattutto, in Emilia-Romagna”. È solo una nostra impressione o quel “soprattutto” pesa più di mille macigni? Avrebbero potuto, allora, essere più chiari e coerenti, i vari giornalisti, presentatori e intrattenitori. Perché, cioè, non hanno detto: “in Calabria si sa che questa volta vince la destra; siccome, invece, nella ricchissima Emilia-Romagna c’è il serio rischio che la destra e Salvini possano impadronirsi di cotanta ricchezza detenuta ormai per statuto dalla sinistra, e siccome ci cachiamo in mano per questa fottutissima paura… allora dobbiamo impegnarci alacremente in un dibattito serio, puntuale e dettagliato sulla questione emiliana”? Che poi questo dibattito sia stato costituito, per mesi, dal bel faccione da figone di Bonaccini, dall’insistenza sul suo non voler usare i simboli del PD (che, a nostro parere, avrebbe anche legittimo Bonaccini, a un certo punto, a rispondere “saranno pure cazzi miei!”), dagli epic-fails della Borgonzoni (mai che la si potesse giudicare per le sue idee politiche che, nonostante tutto, sono quelle di Salvini) o da quanti peli nel naso potesse avere la sardina Santori… è un altro discorso. Insomma… quasi quasi, a pensarci bene, se il metro di paragone è questo, sia lodato Dio che non abbiano minimamente provato a parlarne della Calabria. Hanno sentenziato tutti allo stesso modo, con il silenzio, nelle cui righe si è letto: parliamo soprattutto dell’Emilia-Romagna, narriamone la sua assoluta e certificata positività per poter incattivire ancora di più quel lupastro di Salvini che tenta d’espugnarla. Le vicende calabre non fanno ascolti. A quelle, al massimo, dedicheremo qualche puntata dal piglio più “esotico” per sottolinearne distanza, problematiche, isolamento. Mamma mia, quant’è isolata la Calabria! Un altro mondo. Già. Non abbiamo mai meritato uno Stefano Bonaccini, noi. Quindi, non abbiamo meritato le vostre narrazioni.

Che poi… qualche puntata “esotica” sulla Calabria, in un certo senso, c’è stata. Senza alcuna offesa, assolutamente, per l’affascinante ordine dei primati – al quale, ricordiamo, rientriamo anche noi come specie di Homo sapiens sapiens – infatti, non possiamo che ritenerci alquanto intristiti dallo scimmiesco e unico spettacolo offerto su una TV nazionale, replicato per più settimane, riguardante una delle tante brutte vicende calabresi. Stiamo parlando di Giletti e del suo #nonelarena (sorvolando sul brutto tentativo di psicologia inversa nel titolo che a primo acchito ti farebbe ben sperare che non si tratti di Giletti e, invece, è proprio lui). E teniamo a precisarlo: ci riteniamo intristiti e non offesi. Perché l’offesa, qui in Calabria, è concetto che necessita ancora di grosse ripulite. Per troppo tempo, qui, l’offesa è stata un qualcosa di “bestiale”. La tristezza è di gran lunga più umana. E perché, lasciando stare la sostanza della questione trattata (la brutta vicenda catanzarese di “gettonopoli”) che, a ‘sto punto, fa aumentare di molto il nostro risentimento solo perché ci obbliga quasi a ringraziare Giletti di cotanta attenzione ed eroismo, i toni da cantina, una certa arroganza e un certo piglio “eroico” del tutto inadeguato in una vicenda che meriterebbe invece un’analisi fredda e seria (un tipo di analisi ormai estinta nei salotti delle TV nazionali) non possono che portarci alla più triste lacrimazione. L’ingenuità quasi ci investe, adesso, mentre ci domandiamo: perché all’Emilia-Romagna si sono piegati fior fiori di trasmissioni, talk-show, articoli di giornale, narrazioni iperpositivistiche e a noi calabresi c’è toccato Massimo Giletti? Ci è d’obbligo specificarlo: non si tratta qui della persona e del giornalista in sé, chiaro, ma di un modello di fare televisione di “pseudo-inchiesta” che riteniamo più dannoso che utile. D’altronde, nell’ultima puntata di questa telenovela, ha tentato di dirlo anche Di Pietro, pur nella sua discutibile dialettica: “Non è che è solo la Calabria, eh, succede anche in Val d’Aosta“. E non possiamo che concordare, naturalmente, come d’altronde recenti fatti di cronaca ci hanno appurato. Diciamo meglio: non ci scagliamo contro una narrazione di questo tipo per una qualche forma d’orgoglio per questa terra sucata du’ lampu. Ci scagliamo perché, pure senza riuscire a spiccicare un discorso di senso compiuto, la giornalista di Catanzaro – oggettivamente biasimabile nell’ultima puntata – non ha tutti i torti. Una narrazione come questa non aiuta la Calabria o i calabresi, come Giletti vorrebbe far credere ai suoi telespettatori, magari, di Milano, Varese o Padova. Questi (Giletti e i suoi) credono di avere tra le mani una bollentissima patata, quella della gettonopoli catanzarese, e di questa patata, magari inconsciamente, vogliono farne un “tipo” per tutta la Calabria. Quasi come se stessero parlando di una vera e propria “tradizione malata”. Ne è tristemente prova la baldanza con cui il Giletti – prima di passare a un argomento ben più “politico”: Sanremo! – manda a tutto schermo e legge un trafiletto di un giornalista nientemeno che degli anni ’20, in cui si ricorda come già dall’epoca noi calabresi abbiamo sempre scelto male i nostri politici, siamo stati corresponsabili del nostro male ecc. Gaudio e giubilo (cit.)! I nodi vengono finalmente al pettine! La narrazione di Giletti, che vorrebbe ergersi su altari di eroismo e di innovazione giornalistica, non solo la condanniamo come banale e stantia, ma persino pericolosa per questa sua verve quasi “antropologica”. Giletti non è l’eroe che la Calabria merita. Né quello di cui aveva bisogno. Giletti è solo acqua calda. Come è acqua calda – ed è questa la constatazione più triste – una vicenda come quella catanzarese.

Ma, sempre in virtù di un’autocritica alla quale dobbiamo sempre appellarci, è possibile, veramente, che siamo noi a non essere mai contenti? Tutto sommato, crediamo di no. E da qui apriamo l’ultima parentesi, quella sull’altro dilemma, l’altra direttrice che “non dirige” e sulla quale poggia comodamente la rassegnazione di noi “giovani” calabresi. Già l’esempio di Giletti ci è stato utile nell’asserire che, in effetti, non è propriamente vero che a nessuno interessa della Calabria. Forse forse, nonostante quanto detto, una narrazione, per quanto sbagliata, è sempre meglio di una non-narrazione. Non siamo ancora del tutto convinti sul valore positivo dell’indifferenza e rimettiamo il giudizio a voi, a chiunque penserà la propria, leggendoci. Ma pare che qualche esempio migliore di quello gilettiano possiamo ancora concedercelo. Come nel caso di Diego Bianchi, “Zoro”, che nel suo Propaganda Live ha dedicato, in due venerdì consecutivi, lo spazio di video-reportage proprio alla regione dalle mille meraviglie! Per un totale di, praticamente, tre ore di immagini, interviste (poche, ma significative, come quella al sindaco di San Luca) e commenti. Il tutto in uno stile ormai riconoscibile per Zoro. Uno stile estremamente giovanile, fresco, che se pecca qua e là di superficialità, al soldo di qualche lungaggine banalmente comica, restituisce, poi, una piena densità di problemi con tutta la semplicità del mondo: intervistando la figlia di una vittima innocente di ‘ndrangheta, chiacchierando con il vecchio e solitario impresario di un bar sulla spiaggia e così via. È, a nostro parere, la potenza delle immagini che fa del lavoro di Zoro l’unica parentesi positiva nelle varie narrazioni calabresi degli ultimi mesi di campagna elettorale. Immagini, lo ribadiamo, estremamente semplici e autentiche che, naturalmente, non hanno mancato di provocare le solite critiche sterili. Perché, volendo fare un veloce riepilogo, la situazione che abbiamo tentato di descrivere finora si schematizza così: a un primo gradino, il più ampio, sta la totale indifferenza o, ancora peggio, il mantenimento di uno status-quo mediatico secondo il quale la Calabria non merita nemmeno lontanamente di essere raccontata quanto l’Emilia-Romagna. Subito dopo c’è chi, come Giletti, tenta di mascherarsi da supereroe svelando le più crudeli e malevoli ipocrisie di una regione così lontana, così retrograda, così poco mostrata, dopotutto, ma solo urlata in studio (se si escludono le poche immagini nei “centri del potere” e le interviste in diretta). Infine, per nostra fortuna, c’è Zoro, che ha avuto, con tutti i difetti immaginabili, la decenza di tentarlo, per lo meno, un racconto della Calabria alla stregua di uno stile se vogliamo dissacrante, se vogliamo “leggero”, ma, in realtà, molto più pregno di quanto non sembri in apparenza. Perché alla vergogna della bagarre gilettiana, si è contrapposta ora –  nella discesa di Zoro a Reggio Calabria, nella locride, nel vano tentativo di raggiungere la Madonna di Polsi – una vergogna diversa, non più statica, ma comune a quella di tanti altri italiani, di altre regioni, che, come noi, hanno visto e ascoltato storie negative e storie più propriamente positive dalla telecamera di Zoro. Una vergogna che non ti fa venir voglia di ammucciarti, bensì di condividere, con i non corregionali, anche i problemi più fitusi, per poter magari cercare insieme una soluzione. La Calabria che ne è uscita non è dunque banale, stereotipata, arretrata, millantata, come numerose penne della nostra intellighenzia hanno tenuto a sottolineare. È una Calabria reale che, seppur parziale per naturalissimi motivi televisivi (non ci cagano di striscio per mesi e poi ci lamentiamo che in 3 ore di reportage Zoro non ha fatto vedere “quello che doveva far vedere davvero”?), è entrata nelle case e negli schermi, magari, di una piccola fetta di popolazione giovanile, pensante, che razionalizza e che non per questo non si concede il “lusso” di ridere anche di gusto, e satiricamente, di quelli che sono ormai dei mantra calabresi. Ma per le penne dell’intellighenzia di cui sopra, no. Per molte autoproclamatisi voci di una Calabria poco memore dei suoi antichi maestri che ancora oggi potrebbero dire molte cose (il “solito” Alvaro, su tutti!)… è un vero e proprio dramma che l’ingenuotto Diego Bianchi faccia battutacce passando da Africo, che esprima una parvenza di ciutìa nello spaventarsi per certi sguardi torvi, che tratti con “poco rispetto”, magari, quell’importantissimo santuario di Polsi che, per carità, anche se è coacervo storico di criminali ‘un ni l’aviti comunque tuccari! Noi, invece, vorremmo riservarci il diritto di ricordare a questi innumerevoli genius-loci, magari di fama nazionale ma, in realtà, di caratura prettamente localistica, che la mera esposizione di luoghi comuni non equivale, forzatamente, a una stereotipizzazione se quei tratti, assunti per “tipici”, vengono de-sacralizzati con la prorompenza, perché no, di certi linguaggi televisivi assolutamente contemporanei. Vogliamo dire, meglio, che se anche da Zoro fosse uscita fuori una Calabria stereotipata, questa è stata perfettamente ricalibrata dal dinamismo e dalla freschezza di Propaganda Live che, a nostro parere, rimane veramente un unicum televisivo da questo punto di vista. Riflessioni posate (magari anche in disaccordo con le nostre), commenti più o meno sensati e tanti sorrisi e risate. Quant’è grande la distanza con l’altra Calabria, quella narrata da Giletti? La Calabria di Zoro non è uscita fuori come “isolata”, o come “arretrata”, nonostante le varie battute. Al contrario, pure immersa in un “solito” coacervo di problematicità, si è sottolineata la sua solitudine quasi “naturale” (nel divertente e vano tentativo di raggiungere Polsi, persi nel cuore dell’Aspromonte); il suo grido disperato nelle voci di chi, vogliamo ammetterlo, può ritenersi ben più forte di un emiliano o di un piemontese o di un lombardo se ha dovuto assistere alla tragica perdita di un genitore per mano della criminalità; le sue mille contraddizioni urbanistiche, sociali e, soprattutto, politiche (quanto accidenti ci sarebbe da dire e da scrivere solo sull’intervista di Zoro al sindaco di San Luca?). Ai pennaioli di cui sopra, vorremmo infine specificare che non stiamo certo parlando di un caso da Premio Pulitzer. Ma l’ingenuità, l’autenticità e, perché no, il sarcasmo pesante che è fuoriuscito dalla narrazione di Zoro sulla Calabria sono di gran lunga migliori dei loro finti accademismi piegati alla più effimera estemporaneità. Nonché delle loro narrazioni manieristiche, anzi neo-rinascimentali, per le quali ci verrebbe da rispondere, in modo molto semplice, che la Calabria il suo Rinascimento lo ha avuto già. Ma non da mo’: dal Medioevo.

A conclusione di tutto ciò, ci si potrebbe domandare quanto e come abbiano inciso queste narrazioni, queste “tre Calabrie” così diverse (ricordiamo: una prettamente inesistente, una stereotipata e una, quanto meno, intelligentemente riproposta), sul risultato finale delle ultime Regionali 2020. Qui sarebbe tutta una sfida a chi tenta l’analisi “elettorale” più corrispondente alla realtà dei fatti. Perché se ne tentano e se ne sono tentate veramente molte. Ma la realtà dei fatti, poi, è sempre unica, e quella calabrese, per come la vediamo noi, è abbondantemente preoccupante. Certo, non molto più preoccupante di quanto non lo fosse prima, sia chiaro. Qui, alla fine, ci siamo voluti soffermare semplicemente sulla descrizione e sul commento di questa fantomatica narrazione calabrese per le ultime elezioni. E nemmeno lontanamente a trecentosessanta gradi, bensì semplicemente dall’aspetto che riteniamo il più immediato e il più capace di incidere, ancora oggi, a una lenta ma decisiva costruzione di mentalità: i media più seguiti in TV. Allargando di un po’ il focus, non potremmo non ammettere che, fortunatamente, c’è un mondo totalmente diverso, a volte, su certa carta stampata, in alcuni circoli culturali, in alcuni blog e via dicendo. Un amaro ritratto della questione calabra lo abbiamo letto giusto in questi giorni, su Left, a firma Perna-Rizzuti, dall’evocativo titolo “Calabria Saudita, un voto senza vita”. E ancora, il già citato Vito Teti, che dalle colonne del Fatto continua a ribadire quello che molta Calabria non vuole farsi ribadire: “Come viene raccontata la Calabria? Male. O è tutto mafia, o tutto sole, mare e cibo buono. Bisogna smetterla con l’adottare uno sguardo retorico o edulcorato […] basta con la retorica della Magna Grecia, lo diceva Corrado Alvaro […] gli intellettuali locali si rifugiano nella retorica della classicità. Serve uno sguardo lucido, realista, senza autoassolverci, senza dare la colpa sempre agli altri”. E non possiamo che concordare. Perché, se possiamo ritenerci insoddisfatti delle narrazioni che ci hanno propinato finora – siano esse da “fuori” o da “dentro” la Calabria – e se possiamo, d’altronde, arrogarci il diritto di cambiare canale quando ci imbattiamo in retoriche puzzolenti, non possiamo per nessun motivo, ancora, rimandare il nostro appuntamento più importante: quello con noi stessi e con le nostre responsabilità. Da Calabresi e italiani, insieme. Poi, se vi piace, anche da meridionali, da figli della Grecia e chi più ne ha più ne metta. Tanto di genitori autoritari, dalle nostre parti, ne abbiamo avuti parecchi. Ma mai una volta che ne siamo riusciti a sfuggire.

Letto: 4
Domenico Benedetto D'Agostino

Vive a Lamezia Terme, legge e scrive dove gli capita. A tempo perso si è laureato in Beni Culturali e in Scienze Storiche, a tempo perso gestisce il blog Manifest e a tempo perso è responsabile della Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del TIP Teatro. Di fatto, non ha mai tempo. Ha pubblicato due romanzi, "Al di là delle dune" (2023, A&B) e "Quattro apocalissi" (2024, Qed) e un racconto, "Il buco nero" (2025, Galileo Editore).

  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Color Fest chiude la XIV edizione con 10.000 presenze alla Riviera dei Tramonti
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sta per tornare il Color Fest! E noi non vediamo l’ora
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Scordare Scordovillo – Cronachina dalla Quarta città della Calabria
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    I Putan Club aboliscono il palco per possederti
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Diario di un genocidio”. L’ex ministro della cultura palestinese Atef Abu Saif a Lamezia Terme
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il viaggio, la trasformazione, “il Vento del Mare del Nord” di Salvatore Molinaro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Tamburo è Voce… Battiti di un Cantastorie, il Tour di Nando Brusco prosegue ed entra nel vivo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Archeologia e Podcast. Breve chiacchierata con Chiara Boracchi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torna il Festival della Lettura – Reading. La IX edizione a Cosenza dal 23 al 25 maggio
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    101 motivi per cui non mi candido alle elezioni
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Col buio me la vedo io”. Appunti da una presentazione
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La politica è l’arte di rimangiarsi la parola
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Scultura Dipinta”. Inaugurata nuova mostra di Antonio Saladino
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Stiamo Strette”. Le donne strettesi alla Biblioteca del TIP Teatro giovedì 3 aprile
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Mi svelo”. Il libro testimonianza di Siria Scarfò al Chiostro Caffè Letterario
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Festival della Lettura “Reading” | Il mio ultimo giorno
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Festival della Lettura “Reading” | Il mio secondo giorno
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Festival della Lettura “Reading” | Il mio primo giorno
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Festival della Lettura – Reading: pubblicato il programma completo!
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torna il “Festival della Lettura – Reading” a Casali del Manco
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Divina Commedia “censurata” a scuola: un problema di “identità”?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Continua Shogun! Annunciate due nuove stagioni per il futuro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Come diventare cielo: sindrome dello ‘ncialàto
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quando capiremo “noi uomini” che la lotta al Patriarcato riguarda anche noi?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Le ultime “Strade di Memoria”: Museo Diocesano e Saluti
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “I quattro desideri di Santu Martinu”, in scena Dario De Luca
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torna “Cose Belle Festival” tre giorni di creatività a Tropea
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Anche a Lamezia una voce per la Palestina
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La mia pagina bianca. Frammenti di un monologo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Le Scuole, il Dimensionamento e un’altra occasione persa per la Politica
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Strade di Memoria” all’Abbazia Benedettina: contro le nuove indifferenze
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il ritorno del Teatro Studio Krypton: in scena la storia di Filippo Brunelleschi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Mario Bianchi e il Teatro Ragazzi: “Vietato prendere in giro i bambini”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Dalla Fattoria Didattica all’Abbazia Benedettina: continuano le “Strade di Memoria”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Lo stupido lusso di apparire puliti. Io e le mie scorie
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Strade di Memoria”: terza tappa al Mercato Coperto di Nicastro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    I Moti di Reggio nell’ultimo studio teatrale di Carullo-Minasi, Sabato al TIP Teatro di Lamezia Terme
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Strade di Memoria”: seconda tappa all’Antico Mulino delle Fate e a S. Teodoro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Seconda tappa di “Strade di Memoria” all’Antico Mulino delle Fate
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Dieci noviluni per Consuelo e Carla: io e la mia polvere
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il diritto di un’opera a essere esistita nel suo tempo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Strade di Memoria”: prima tappa a Nicastro tra Archeologia e Tradizioni
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torna a Lamezia il poeta bolognese Bartolomeo Bellanova
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Strade di Memoria” per Città Invisibili
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Pronti a partire per le “Strade di Memoria”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Fin dalla prima ciocca corvina
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Terribile è il disgelo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Nella lotta tra Stato e Messina Denaro vincono il cancro e i meme
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quattro chiacchiere con faccinatriste: storia, progetti e divenire dello “spleen di un lunedì nuvolo” :(
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Per un solo e fragile filo d’erba. Io nel “Giardino di Laura”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La rabbia e l’Asfalto: tre poesie di Armando Grosso
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Quando ravvivi nel pensiero i morti…” una poesia di Alexandros Panagulis
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Mancu crepara pozzu cchjiù”. Dove morire è diventato un lusso
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Perché non capiamo ancora la Restanza?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Oltrepassare” di Martino Ciano. Ipotesi di recensione
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Pronto a sbarcare sull’arcobaleno” Reading per Totosaff | Antonio Saffioti
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    I dittatori sono tutti criminali. Non tutti i criminali sono dittatori.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: “Manuale di Filosofia Fantastica” di Francesco Costa
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: “Di tuberose, fresie e gelsomini…” di Michela Cimmino
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Continua “Orào” al TIP Teatro con la poesia di Marco Ammendola
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #acquaciciana | Sì, Gramellini, facciamo davvero tutti schifo.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “A fhina do’ mundu” da De Martino a mia nonna
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quattro Stanze Minime / parte ii
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Morte antologica permanente” e altre poesie di Pietro Pancamo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Libro del mese: “Vascello Fantasma” di Marietta Salvo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il “Piedichiusa Park” e il cittadino senza diritto all’informazione
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quattro Stanze Minime / parte i
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La strana Vigilia di Natale dell’egregio dott. František Kratochvil
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torna RICRII e il suo teatro contemporaneo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #Orào | Rassegna di poesie dai mondi possibili al TIP Teatro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Vogliamo dare finalmente un po’ più di visibilità e dignità agli altri sport?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Siamo tutti “Ombre di nuvole” nell’ultimo libro di Domenico Mauro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Un estinguersi di parole eruttanti. La prima silloge di Vincenzo Costabile
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Miegliu ’e ’na sciolla mu ne jettàmu”. Abbiamo condannato la montagna
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il giorno quando Jugale si candiderà alle regionali in Calabria
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Vibo Valentia Capitale italiana del libro 2021. Un’ennesima opportunità per la Calabria.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Una proposta per la Calabria: garantiamo il voto via posta per i fuori sede!
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Spazi reali e spazi urbani per una Nuova e Giovane Danza D’Autore in Calabria | Scenari Visibili
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Mercoledì 3 marzo presentazione del libro “Parole nel deserto della migrazione” di Ayman Al-Bawab
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Che cosa è mai la Calabria”? di Luigi Accattatis (1869)
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quand’è che la Calabria meriterà una sanità decente?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Un paese che chiude le scuole e non sospende un campionato di calcio è un paese di merda
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La ricerca umanistica e la pandemia: le biblioteche sono i nostri laboratori
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    E se la Calabria non esistesse? Grazie Muccino, ci hai ricordato di essere ancora alla ricerca di un’identità
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Con un milione e settecentomila, mio cuggino lo farebbe meglio”. E diciamo per davvero.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Due meravigliosi “ex inediti” di Michele Pane
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Supermàrchette | Poesia per la domenica pomeriggio
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “A scuola per restare” in Calabria. Dispensa riepilogativa per r-esistere
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: Requiem (uma alucinação). Quanto vale Antonio Tabucchi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Perché non riusciamo a fare a meno della poesia. Frammento per un amico
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: Guida Archeologica della Calabria Antica (Rubbettino, 2018)
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Del buono e onestissimo teatro: Terra di Rosa. Vite di Rosa Balistreri
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: Come neve. 13 racconti brevi di Giulia De Sensi, tra eleganza e introspezione
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Ricostruire l’identità. Il «dramma sociale» del colonialismo e la performance come azione riparatrice. Il caso di Christian Botale Molebo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    È GIUNTA! La solita drammatica e pessima minestra.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Torneremo a inventarcelo un futuro. Lotteremo ancora.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    VEC – Vocabolario Etimologico Calabrese. La presentazione del Primo Volume il 30 gennaio all’Unical.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La Calabria al primo posto per numero d’imprese con certificazione biologica
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Di teatro, di poesia, di Roberto Latini, di Mariangela Gualtieri e di qualcos’altro. Appuntamento al TIP Teatro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La rinascita della Biblioteca Comunale di Curinga “Tommaso Campanella”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cosa potevamo fare ai nostri tempi? Io e un mio futuro figlio.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Siamo cresciuti mentre continuavate a chiamarci giovani. E non ve ne siete accorti.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Astor Piazzolla rivive a Lamezia con Alessandro Quarta e l’Orchestra Femminile del Mediterraneo
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Corrado Alvaro su Tommaso Campanella | “Uno dei più alti drammi della volontà di potenza”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Dell’ineffabile Mistero
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    LiveBlog | Emilia Zinzi: Sentinella della Memoria | Giornate di studio Catanzaro 25-26 marzo 2019
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Piccola Apocalisse Lametina
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cara madre, contro il cinismo e gli equilibrismi io, oggi, mi schiero.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Freesia refracta | è ancora presto
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Come fare la rivoluzione con un libro e una sorella
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il Drago del pressappochismo. Quando di beni culturali si parla per polemica.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    A Francesco Borrelli / di Fabio Strinati
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Live Blog | Diretta di #impressionimobili 9/6/2018
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cosa rimane di tutte quelle masturbazioni mentali?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Se tu ci sei, amore |
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Live Blog | Diretta di #impressionimobili 05/05/2018
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sabato sera ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Commento | M.Yourcenar tra memoria & inganno o dell’arte del passato-presente
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Preferirei parlarvi di fiori ma… non siamo ancora pronti ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Nicastro | Alla ricerca delle antiche chiesette di S.Marco e del SS.Salvatore
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Lamezia | Massimo Bray tra utopia e stupore all’istituto Einaudi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Non smettere di studiare: come ricordarti per sempre
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Trovatori di un patrimonio perduto: Roberta dagli ulivi del Salento
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cosa sono io.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Io e la mia tesi. Pare che domani ci sia il sole
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    EFFE Collective Un nuovo collettivo fotografico calabrese.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Studio mancato sulla depressione (in tre colonne) ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Fatti di parole. Tre giorni di narrazione teatrale con Proskenion e TIP.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Io e la mia ombra ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Costa Nostra “Impensabile che in luogo tutelato da un vincolo ambientale paesaggistico venga programmata una zona industriale”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Breve monologo per Caino
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sybaris. Ovvero: tutte le donne di Sibari su’ puttane!
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Come convivere con quel piccolo ma pesante senso di insoddisfazione ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sciabaca 17: l’affascinante viaggio tra i libri antichi e Tommaso Campanella con Antonella De Vinci
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sciabaca17: Bevilacqua “La felicità consiste nel seguire il proprio genio”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    [DOCUFILM] Appunti di campeggio (sui luoghi e sul tempo) ~ 3/3 GALLICIANO’
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: L’Anarchico di Calabria: Bruno Misefari e la sua perenne attualità.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    [DOCUFILM] Appunti di campeggio (sui luoghi e sul tempo) ~ 2/3 ROGHUDI
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il mio ultimo libro catalogato ~ suggestioni per aspiranti bibliotecari.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    [DOCUFILM] Appunti di campeggio (sui luoghi e sul tempo) ~ 1/3 GERACE
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Lamezia non è una città per giovani. Fenomenologia di una guerra inventata.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Apologia del Non Posso ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La luna è una puttana ~ e altri versi a caso…
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    L’intellegibile stanchezza di me stesso ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Io e la mia non-espressione
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    ~ La mia PoesiaInCostruzione. Per un haiku soltanto.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    ~ Civita, 31/05/2017
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La nuova Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo ~ presso il TIP Teatro
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Sull’orlo di una crisi di scena” ~ il Teatro e la patologia di tutti noi.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    fare / PUBBLICO ~ la tre giorni teatrale al TIP seguita da “Manifest”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Siamo quel che abbiamo voluto ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Ritorno a Nocera Terinese. Forza viva che anima e informa di sé il presente. Il reportage di Manifest.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il mio enorme calderone ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Di quella volta che incontrai Tito Petronio Nigro a cavalcioni del Nulla.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quando vi dico di lasciarmi stare ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Saturdiary: diari del sabato ~ Il mio hobby preferito.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: Sergej Esenin, Poesie e poemetti ~
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Saturdiary: diari del sabato ~ Il mio ultimo esame.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Pensiero Uno.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Il mondo là dentro. KALT – Cantiere Laboratorio Teatrale.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Guardami: sono nudo.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Sì, ma senza impegno”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Manifestiamoci #squarciailvelo per festeggiare insieme la fine dell’anno.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    PER UNA BIBLIOTECA DI RESISTENZA. Mie cronache da Lamezia.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Io & i miei personaggi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    #pilloledilibri: La casa sull’altopiano, piccolo e delicato gioiello di Giulia De Sensi
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Salmo di tutti gli indifferenti.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Quando tutto crolla – 4 poesie “nascoste”
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Noi non leccheremo. Buoni motivi per tutte le occasioni.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Francesco Colelli: L’arte del Settecento in quel di Nicastro.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – Le mostre: Nadia Lucisano.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – Le mostre: Chiara Mastroianni.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – Zampalesta Cane in Tempesta.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – Le mostre: Giulio Polisicchio (Landscapes Calabria)
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – “Bollari – Memorie dallo Jonio”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – L’apertura.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Cleto Festival VI – Oggi inizia la sesta edizione sui “luoghi”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Revolution! La nuova Calabria indipendente che cresce.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    L’insostenibile pesantezza del “benessere”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “I MUNDIZZI” – Dialogo tra una bambina e un tappo di bottiglia.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Ogni tanto parlo da solo e cerco di darmi dei buoni consigli.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Qui è la Costa Nostra
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Orazio. Poesia contro tutti i rompicoglioni del mondo.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Ultime ore di Matera; appunti.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Manifest per Shakespeare&Cervantes
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Vi chiedo scusa se non riesco a smettere di sognare.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Studio sulle cose e sulla loro idealizzazione.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Vorrei poter uscire da questi versi.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Canto della Calabria.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Dove comincia il mare. (Monologo Breve).
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Apologia della “Troia” e Vaginocentrismo.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    La donna: conoscenza, coraggio o sfiga?
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Al Cafè Retrò con Erica Mou, intervista e sensazioni di una grande serata.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Lettera alla mia professoressa e al mio liceo.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    25/06
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Ogni Rivoluzione comincia solo se sei tu a incominciarla.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Con Tonino Iacopetta per Franco Costabile: ricreare il senso presente
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    “Dietro casa”, al parco fluviale.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Sgarbi tra Catanzaro e Cosenza. Lamezia “graziata”.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Suppongo i colori che m’avvolgono.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Costruiscimi tu.
  • Domenico Benedetto D'Agostino
    Tutti i poeti hanno fallito.
Author

Domenico Benedetto D'Agostino

Vive a Lamezia Terme, legge e scrive dove gli capita. A tempo perso si è laureato in Beni Culturali e in Scienze Storiche, a tempo perso gestisce il blog Manifest e a tempo perso è responsabile della Biblioteca Galleggiante dello Spettacolo del TIP Teatro. Di fatto, non ha mai tempo. Ha pubblicato due romanzi, "Al di là delle dune" (2023, A&B) e "Quattro apocalissi" (2024, Qed) e un racconto, "Il buco nero" (2025, Galileo Editore).

Follow Me
Other Articles
Previous

Meet Up: Discover our values through Volunteering: nuovo progetto Europeo del Convente Centre di Amantea

Next

Stop ai femminicidi, “dietro ai numeri sogni e speranze”

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme