Un altro Natale senza te, fra luci finte e cuori che battono

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Mamma,
il suono dolce di te al passo con i battiti del mio cuore accelerati è più presente che mai: ma chi doveva dirmelo, mamma, che quest’ultimo anno dopo di te, con te, in cielo, si sarebbe trasformato in una catastrofe, in una pandemia mondiale senza fine… che avrebbe stravolto la vita di ognuno, senza alcuna possibilità di intravedere una facile via d’uscita.

Fra poco meno di 10 giorni è di nuovo Natale. Solo che stavolta è più triste, più doloroso, non lo voglio. Perché è così strana la morte, e chi doveva dirmelo mamma, che ogni giorno che passa ci sentiamo più soli? Più incompresi e con più paura? Perché appena scomparsa, non ci sembrava vero, ancora, ed eri e sei con noi, ma oggi è diverso, è assai diverso.

Con te se n’è andata per sempre la magia del Natale, ed è subentrata la consapevolezza, quella di chi si vede tutto a un tratto donna o uomo, senza aver avuto il tempo necessario per scardinare le cose dell’anima. Non eravamo pronti a crescere così, tutto d’un fiato, a velocizzare i tempi di ogni cosa, con la perenne paura di essere in “ritardo”, con la paura di non riuscire a voltare quella pagina a cui tu tanto tenevi, con l’ansia del domani attorno a un mondo vuoto.

Con te se n’è andato il significato più profondo di famiglia, perché quando la persona migliore non c’è più, tutti si allontanano, semplicemente perché l’unione la creavi tu, col tuo sorriso contagioso. Oggi non c’è più nessun Natale di tavole imbandite, fatte solo di apparenza e non di conoscenza. Custodiamo la tua memoria come uno scrigno d’oro, in cui mettere tutte le cose essenziali, come la solidarietà verso i più deboli, il valore della solitudine, l’integrità con cui tener saldi alcuni valori, come l’indipendenza, la sincerità, l’amore per il prossimo. Sei il nostro spirito guida, quando tutto comincia a vacillare, quando è tempo di mettere radici mettendo la paura da parte, rimboccandosi le maniche con coraggio senza mai perdere la creatività, la fantasia, l’arte per la vita.

Però questo Natale voglio che passi in fretta, mamma, perché mi porta freddo, mi porta fredda e stanchezza. Non smette di piovere questa settimana, ma ho già in mente i fiori coltivare a gennaio. Saranno rose. In un nuovo giardino.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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