In fattoria con l’erasmus plus: “stiamo sperimentando la filoxenia”
In fattoria con l’erasmus plus: “stiamo sperimentando la filoxenia”

In fattoria con l’erasmus plus: “stiamo sperimentando la filoxenia”

In attesa di una nuova primavera.

Ph. Giuseppe Torcasio
Filoxenia, ph. Giuseppe Torcasio

Quante volte l’abbiamo sentita risuonare questa frase? La primavera è la stagione della rinascita e con essa della riproduzione di idee e creatività. In questa settimana che volge al termine abbiamo salutato il mese di marzo attendendo la pioggia, utile a ristorare la terra e la nuova semina.

Abbiamo abituato i nostri occhi a una nuova luce, sebbene spesso persa fra la nebbia, e a una giornata più lunga. In particolare ci siamo occupati di mettere in moto un progetto di rotazione dei nostri campi, avviato in precedenza nei mesi di dicembre e gennaio grazie al supporto dell’agronomo Xavìer venuto in fattoria dal Belgio attraverso il woofing. Con lui abbiamo creato delle tabelle in cui abbiamo inserito una rotazione della semina dei nostri campi in modo permanente: abbiamo inserito semina di erbe mediche, molte leguminose, utili ad arricchire la terra oltre che a dare sussistenza ai nostri animali, in particolare gli asini, perché erbe ricche di proteine e di azoto.  

Nello stesso tempo abbiamo iniziato a costruire due nuovi bancali di permacultura assieme a Valentìn, un ragazzo francese di soli 19 anni venuto in fattoria per un tirocinio formativo di Erasmus plus. Valentìn studia sviluppo rurale e con lui stiamo avviando un discorso ampio in merito alle dinamiche di campagna e alla rete sul territorio.  

Intanto sono nati nuovi pulcini, e si moltiplica la produzione delle uova. Molte persone ci hanno chiesto perché abbiamo così tante uova e se sono tutte realmente nostre. Noi rispondiamo di si, sono nostre, e dedichiamo intere giornate alla loro cura. Le galline di “Animal Farm Longobardi” sono di razza diversa, ci sono in esse anche galline araucane, originarie del sud America, che producono uova verdi dal guscio ma uguali a tutte le altre al loro interno.

Oltre a stare in ampi box in stalla, le nostre galline amano stare anche all’aria aperta nei campi della nostra campagna a cibarsi di erbe. Per arrivare a un numero così alto di galline c’è voluto molto lavoro e dedizione. Facciamo l’incubatrice e sanifichiamo la nostra stalla per evitare l’arrivo di virus e batteri che, come può comunemente avvenire se non si presta attenzione, possono portare malattia e morte a catena delle galline.

Si aggiunge una nuova oca alla nostra primogenita, e da qualche mese siamo circondati anche di uova d’oca, il cui tuorlo è molto più corposo rispetto a quello delle galline. Contemporaneamente alla rinascita della primavera crediamo in una rinascita spirituale. Stiamo attuando un lavoro, sullo sfondo, molto complesso: avviare nuovi dialoghi intergenerazionali, sia all’interno delle dinamiche familiari che all’esterno, un dialogo utile a fare insieme nuove esperienze, costruire giorni nuovi, seminare speranza e armonia, un dialogo che elimini lo scetticismo e le distanze emotive tipiche di alcune aree interne delle nostre campagne calabresi. Crediamo che la parola “incontro” vada valorizzata di più perché motivo di benessere individuale e collettivo.

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