Essere forti non basta

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Ritorno a scrivere dopo molto tempo. Le parole, i respiri, i momenti, tutta la vita – in questo arco di tempo – hanno avuto una centrifuga di emozioni contrastanti, difficile ancora oggi, nonostante i passi da gigante, o i salti fuori dallo stagno, trovare un equilibrio fra me e il mondo, fra l’io e l’altro. Fra oggi e domani. Più oggi che domani. Fra la vita e la morte, e tutte le cose che nel loro mezzo mi confondono.

Intanto non c’è più dubbio. Abbiamo la forza. Ma cosa farcene, di essa, se attorno è solo un campo di battaglia infinito? Quando riposare? Perché non cedere all’abbandono? Non sarebbe forse meglio chiudersi nella stanza della fragilità e restarci per un po’?

Le cose cambiano, e velocemente. Anche senza che noi ce ne accorgiamo. Anche senza il nostro consenso. Il tempo passa, velocemente, e si impossessa di noi, dei nostri desideri, dei nostri rimpianti. Non era forse ansia del domani, quella che avvertivamo poc’anzi? E invece no. È il nostro presente ch’è già volato via.

Tutti a cullarsi nella forza nostra. Accomodati, prego, entra! Ci penso io a te. Sono una forza, e come tale si prenderà cura di te…

Si smette di essere forti quando lo si è stati a lungo, e per troppe persone.

Oggi i miei occhi sono più disincantati. Disillusi. Orfani. Non cercano poi molto. Non vogliono più sapere.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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