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Approfondimenti

VITO TETI: “A Carnevale ogni festa vale una maschera”

By Valeria D'Agostino
7 Febbraio 2016 19 Min Read
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Quale Carnevale oggi?

Sul fatto che il carnevale di oggi si possa definire tale abbiamo molti dubbi. Eppure in città è più istituzionalizzato il carnevale di qualunque altra cosa. Vi riportiamo una nota balzata ai nostri occhi meritevole di attenzione, seguita da alcuni antichi scatti da parte di Vito Teti.

Articolo apparso oggi su “Il Quotidiano del Sud” (pp. 47 – 50 ) con il titolo “A Carnevale ogni festa vale una maschera”. Le fotografia che presento, in maniera autonoma dal testo, nonostante tanti rinvii, sono una sorta di “Microstoria per immagini di un Carnevale calabrese” (S. Nicola da Crissa, 1952-1979-1982-1991-2009).

«Amici, eo non su’ Turi / Sugnu lu Generali de l’Imperaturi» («Amici, io non sono Turi / Sono il Generali dell’Imperatore»). Con queste parole, Salvatore D’Eraclea, Turi di Magurillu, vestito da Generale, mentre incorona con una ghirlanda di fiori e salsicce, l’Imperatore Carnevale, ai poveri, ai mascherati, ai bambini, alle donne che lo invocano dalla piazza, dichiarava di essere diventato «altro da sé», di essersi mascherato per lasciare e fare abbandonare agli altri, almeno per quella occasione, la monotonia e la miseria della vita quotidiana. Non avevo visto quel Carnevale, accaduto quando avevo due anni, ma lo avrei rivissuto e quasi vissuto, attraverso racconti, ricordi, sempre diversi, arricchito di nuovi particolari, poche foto sbiadite che attestavano che quel grande e ultimo Carnevale non era frutto delle invenzioni e delle nostalgie degli anziani. Avevo qualche anno in più quando osservavo i mascherati che ancora giravano nelle vie e nelle piazze del paese e, inutilmente, tentavano di tenere in vita il Carnevale che stava andando via per sempre. Quei mascherati che scherzavano e ridevano, piangevano e ballavano, mi procuravano uno stato d’animo in cui convivevano allegria e stupore, curiosità e sorpresa, anche tristezza e dispiacere perché Carnevale moriva bruciato o buttato in un burrone perché arrivava la triste e cattiva Quaresima. Personaggi fantastici e da leggenda anche nel nome (Bruno Galati, detto Bruno de Betta; Vitantonio Malfarà, Vitu de lu Pinnatu, gli eredi di Micu de don Nino, Pileggi, Tropeano e altri) i “farsari” rinnovavano con le loro rappresentazioni una tradizione documentata già a fine Settecento e molto solida a inizio Novecento. Una delle denominazioni assegnate agli abitanti del mio paese era «farsari di San Nicola», in accezione ironica o come un complimento, e, difatti, nel paese arrivavano gli abitanti di tutto il circondario e quel 1952, il maresciallo dei carabinieri pregò Turi e gli altri di dare inizio alla farsa all’uscita della messa di modo che sua moglie e le figlie potessero assistere. «Veramente – disse Turi– un maresciallo non si dovrebbe permettere di dare ordini a un Generale, ma per questa volta, vi accontentiamo».12642438_1574479342774456_7753206349601749581_n
Carnevale, fino a tutti gli anni cinquanta del Novecento abbracciava un lungo periodo che poteva andare dalla festa di S. Antonio Abate, detto non a caso Sant’ Antonio «de lu Porcu», al Martedì Grasso o Martedì dell’Azata, che coincideva con il periodo di uccisione del maiale. A San Nicola da Crissa le domeniche del Carnevale erano quattro: quella dei compari, quella degli amici, quella dei parenti e quella dei denti, quella di Carnevale. Il giovedì precedente il Carnevale era detto Giovedì Grasso o di Lardaloru ed era obbligatoria la carne di maiale. I festeggiamenti culminavano, il Martedì Grasso, con il trionfo e la morte dell’imperatore Carnevale, defunto per eccessi nutritivi. Una memoria, scritta da D’Eraclea nel 1994, precisa il carattere di festa alimentare, di allegria ed abbondanza di quelle giornate, ricordate con nostalgia, ma senza mitizzare il buon tempo antico. «Ricordo quando ancora ragazzino, lacero ed eternamente affamato, con l’approssimarsi del carnevale, sentivo dentro di me una gioia indescrivibile e non solamente per le maschere che mi piacevano tanto, ma anche e soprattutto perché nell’arco delle quattro domeniche dedicate ai festeggiamenti del Carnevale si poteva finalmente, grazie al buon cuore degli amici, mangiare della carne, delle polpette e tanti maccheroni, ben conditi col ragù del maiale e bene informaggiate. Tutto questo ben di Dio, durava per tutto il mese di febbraio, mese in cui venivano uccisi i maiali. I ricchi e signori del paese che per dire il vero non avevano mai trascurato le famiglie meno abbienti specie i vecchi e i bambini, in questa circostanza si elargiva con maggiore prodigalità. Che diamine, andavano dicendo costoro: è Carnevale e deve essere festa per tutti! Ma i poveri, a causa dell’eterna disoccupazione che da sempre ha afflitto la martoriata gente del Sud, erano tanti e tutte le mattine si doveva purtroppo assistere all’umiliante spettacolo che davano i vecchi e i bambini i quali si aggiravano attorno alle case dei signori per ricevere il soldino e un tozzo di pane». 12644981_1574480129441044_4128278446589934209_n
In molte rappresentazioni (si vedano ad es. quelle dei paesi del cosentino, di S. Nicola da Crissa, di Monterosso, di Brancaleone) Carnevale muore per eccessi nutritivi, dopo la sua apoteosi e il suo trionfo. Il desiderio di morire per aver troppo mangiato e bevuto (come leggiamo in molti testi orali in cui si fa il processo a Carnevale o in cui il «porco ingordune», dichiarato inguaribile dai medici, fa testamento, o come si vede nelle rappresentazioni della morte dell’Imperatore Carnevale dal cui enorme ventre erano estratti maccheroni, ragù, polpette, carne di maiale, ecc.) nasconde, come nota, Piero Camporesi il terrore di morire per fame. Nella scena prima della farsa di Pietro Vincenzo Gallo, risalente al 1847, Carnevale lamenta un crudele destino perché non può più fare ricorso al vino, al salame, ai capretti al forno, ai pasticci. Ammalato desidera caciotte, riso ripieno, fegati, involtini, maccheroni. Un canto da me pubblicato nel 1976 recita: «Carnilivari fa pe’ li cuntente/Pe’ cu’ àve carne, casu e maccaruni/Ed eo l’amaru chi non aju nente/Mi curcu a paru paru de lu suli/E poe la notte mi rivigghiu e sentu/ E cuntu li ciaramidi unu pe’ unu». Carnevale non era per tutti: erano contenti e facevano festa soltanto chi possedeva carne, formaggio e maccheroni. Chi no, andava a letto a pari del sole.12651328_1574480356107688_28021839952674988_n

Vincenzo Dorsa, nel 1884, segnala le origini colte e lontane delle farse, risalendo alla tradizione greco-latina. Si tratta in genere di testi a sfondo ironico e satirico, con forti legami con la commedia dell’arte o con il teatro popolare napoletano. Apollo Lumini, nel 1888, considera sia le farse di Carnevale sia le sacre rappresentazioni delle vere e proprie forme teatrali. Le farse (come i Maggi e le Buffonate) costituiscono un genere antico, plebeo, risalente alle commedie antiche. Nel Carnevale calabrese si segnala la presenza diffusa di Pulcinella che compare assieme a Carnevale, il Capitano, la Vecchia, il Diavolo – sul modello del Carnevale napoletano -, di Giangurgulo, ma per lo più si ricorreva a mascheramenti semplici e fantasiosi. Carboni per tingersi, stracci, indumenti vecchi e non utilizzati, camici dei riti religiosi, vestiti prestati dai signori erano preziosi per mascherarsi. Le farse non erano recitate da comici di mestiere, anche se, come ricorda Lumini, avevano i loro «stabili recitatori»: mascherati, suonatori, cantanti erano contadini, lavoratori della terra, artigiani. Godevano del prestigio dei poeti ed erano apprezzati nella comunità per la loro bravura, la loro abilità nel recitare e nel far ridere, la loro bravura nell’imitare le persone oggetto di irrisione, nel pronunciare parole licenziose e nel fare gesti allusivi. 12669519_1574480262774364_3774946940464698232_n
A Longobucco, i fressari si truccavano il viso con la padella, poi andavano in giro e suonavano la chitarra battente e lu “zùcutu zùcutu”, rappresentando qualche episodio successo durante l’anno. E tuttavia, in molti paesi, si registrano meticolosità nel preparare testi, scene, recite e cura nel cercare vestiti, addobbi, maschere, indumenti, strumenti. Salvatore D’Eraclea ricorda che, da una zona del paese, la Citateja, «uscirono le maschere più belle, le satire più pungenti e velati da sottile ironia e ben congegnate che più delle volte, le stesse vittime, riconoscendosi in qualche farsa, non potevano fare a meno di farsi una gran bella risata. Le farse non risparmiavano nessuno. Mettevano alla berlina un po’ tutti, signorotti compresi, ma per dire il vero anche loro, i signori, assistevano divertiti. D’altro canto non bisogna dimenticare che i vestiti, i bei vestiti di seta, di raso e di broccato e i meravigliosi cappellini di velluto piene di piume e di nastrini, uscivano appunto dai loro vecchi guardaroba e contenevano ancora il profumo intimo del secolo appena tramontato. Anche i frac, le redingote, le tube, i cilindri e le bombette, le divise militari, sciabole e spade che erano appartenuti ai loro antenati, ci venivano gentilmente offerti da loro. Quindi, come benissimo si può notare, i signori non dimostravano nessuna ostilità alle maschere, anzi in un certo senso collaboravano, anche se capivano benissimo che con quei costumi, la farsa era diretta a loro e per denunciare il benessere e la povertà, mettevamo di fronte ai loro pancioni e ai loro visi rubicondi altre maschere, emaciate e tinte di giallo, per dimostrare la fame e la miseria». 12651336_1574479199441137_6898096395763724997_n
A volte le farse sono a sfondo sociale, con contenuti contestativi e oppositivi, irridenti nei confronti dei ricchi, dei medici, degli avvocati, dei preti, degli amministratori comunali, dei commercianti imbroglioni e delle persone che erano andati contro la morale corrente e avevano compiuto azioni censurabili dalla comunità. La satira prendeva di mira anche i forestieri, gli abitanti di un paese vicino, o di un’altra zona del paese. Sul Carnevale come festa di opposizione al Potere e ai potenti, sul contrasto Carnevale-Quaresima, sul Carnevale che si trasforma in rivolta reale, la letteratura (antropologica, storica, letteraria) è, davvero, vasta e fondamentale: certo il “rito” rappresentava, trasfigurava, “interpretava” e raccontava la realtà in cui viveva e non poteva eroderla se non negando anche se stesso. Come poi è accaduto. In parte.
Il Carnevale era luogo di acculturazione e di dialogo, di passaggi e di prestiti culturali. Lumini ricordava come i manoscritti da lui posseduti avessero date recenti «sebbene anche questi, come quelli, sieno su carta logora, ingiallita, sporca per le tanti mani per cui sono passati, ed in alcuni abbia dovuto servirmi di lente per decifrarne il contenuto sbiadito». Il dialetto, come si può vedere nel caso di Vincenzo Gallo, è stata la soluzione linguistica scelta da autori che avevano una notevole conoscenza della lingua italiana e della letteratura colta.
Il teatro di Carnevale attirava per il mascheramento, la recita, la mimica, la gestualità, il canto, la musica. Notava Lumini: «Le farse sono scritte in versi, e cantate: che i volghi non concepiscono poesia senza canto». A S. Giovanni in Fiore era centrale il ruolo dei musici, la loro capacità di esecuzione, di elaborazione, d’improvvisazione. 12647379_1574479122774478_7896888852203055274_n
Lumini, nel ricordare che le farse dei contadini e artigiani dei paesi e delle città calabresi non sono mai saliti all’onore dei teatri, sottolinea: «La scena delle parti di carnilivari è quasi sempre la pubblica strada, e manca assolutamente ogni apparato scenico, e gli spettatori che fan cerchio ridono e si divertono badando alle parole. Ciascun attore si fa innanzi a dire la sua parte, e finita la farsa si va a ripeterla altrove. In quei paesi però dove il sentimento artistico è più sviluppato, c’è un locale chiuso, un teatro insomma accomodato per la circostanza, precisamente come in Toscana: uno stanzone, per lo più un trappeto (luogo dove si fa l’olio, il frantoio), e per godere lo spettacolo si giunge a pagare fino a due soldi nei posti distinti, e si ha diritto di tenere in capo ’u coppuluni e ’u cervuni (cappello a cono), e fumare la pipa. Anche nelle strade il pubblico paga a generosità, in tornesi o in natura». A Cerenzia i “farzianti” erano i compositori di farse, recitate in vari punti del paese e gli attori avevano come palcoscenico «’u vignanu», il pianerottolo, o qualche tavolo. La piazza era lo spazio privilegiato, dove i farsari irrompevano e chiedevano la loro attenzione: «Largu largu ntra sta chiazza/Ni volimu accomudà/L’allegria e la cuntentezza/La portamu a Carnevà». La disposizione dei mascherati non era improvvisata, ma frutto di meticolosa organizzazione. La gente si sistemava a ruota e creava una sorta di teatro all’aperto. I folkloristi hanno documentato anche in Calabria le diverse fasi teatrali e drammatiche del Carnevale: il processo, il testamento, la condanna, il pianto per la morte, l’uccisione del Carnevale. A conclusione della farsa avveniva il bruciamento del fantoccio di Carnevale, e gli studiosi hanno segnalato il carattere propiziatorio ed esorcistico di tali riti. Attorno al fantoccio di paglia, portato in giro per le vie del paese, incendiato, ballavano la tarantella, al suono di strumenti di vario tipo, i mascherati ed altre persone che partecipavano al rito. La morte dell’Imperatore Carnevale, del Re della Carne e dell’Abbondanza, può certamente essere assunta a metafora di una più generale e definitiva morte, che non prevede, come nella società agro-pastorale tradizionale, ritorno, rinascita, resurrezione. Non è una morte improvvisa, ma dura circa un secolo. Dalla seconda metà dell’Ottocento la società calabrese tradizionale aveva conosciuto, infatti, profonde e trasformazioni. Lumini notava come l’ «allegria» del Carnevale fosse ormai forzata in quei mastri e villani calabresi vestiti di Pulcinella e che si apprestavano a partire in America, in cerca di nuovi pani e nuovi dolori». Negli anni cinquanta il Carnevale rivela cedimenti definitivi, si presentava già sgretolato e in forma disgregata. Nel giro di un decennio si compie un esodo inarrestabile, le cui conseguenze devastanti sarebbero state colte soltanto a distanza di molto tempo, perché all’inizio assieme il dolore convive con la speranza e la morte con una rinascita. 12688130_1574480546107669_3947112695764514626_nGli emigrati realizzano antichi sogni alimentari delle popolazioni, soddisfano una fame secolare di carne e di pane bianco, raggiungono quantità e qualità di cibi che un tempo realizzavano soltanto nei loro sogni e in occasioni eccezionali. Se la Montagna aveva costituito per il brigante momentaneo soddisfacimento di bisogni alimentari, Cuccagna raggiunta provvisoriamente e un Carnevale Realizzato per pochi giorni (vedi un motivo che va da Padula ad Alvaro), l’America rappresenta fine di antiche privazioni, affermazione di nuovi standard alimentari, fine dell’antica frugalità e sobrietà contadina, spesso mitizzate dagli osservatori esterni, fine del regime alimentare prevalentemente erbivoro, dell’ideologia quaresimale e del contrasto Carnevale-Quaresima. Chi è vissuto in un paese negli anni Cinquanta e Sessanta non farà fatica a ricordare la dimensione carnevalesca che assumeva la lotta politica. I comizi diventavano delle farse; le parate elettorali somigliavano spesso a un corteo carnevalesco. L’opposizione ai ricchi, agli altri, a chi comandava avveniva con un linguaggio più diretto. L’erosione dell’antica metafora significava soprattutto erosione del linguaggio allusivo, scurrile, liberato messo in atto nel Carnevale. C’era una stretta analogia tra cibo ed eros che emergeva attraverso metafore, allusioni, gesti. Esplodeva il riso carnevalesco, liberatorio e rigeneratore. Anche per questi aspetti la letteratura è vasta. Certo, con la fine del Carnevale, dell’universo contadino tradizionale, si trasformavano i rapporti produttivi, sociali, familiari, tra uomo e donna e tra le persone, e scomparivano dall’orizzonte dei paesi anche le metafore alimentari, sociali, sessuali.

Alla fine degli anni Sessanta del Novecento, all’interno di un complesso e ambiguo12654517_1574479449441112_1048357137767120325_n fenomeno di riscoperta delle culture popolari, e poi negli anni Settanta, in paesi come San Nicola da Crissa, Monterosso, Brancaleone, Papanice, S. Giovanni in Fiore, Rogliano, Cassano, Castrovillari, Decollatura, Amaroni, Cortale, Piscopio, Brancaleone e altri, che avevano avuto in passato una tradizione di farse e riti carnevaleschi, la riproposta di riti tradizionali diventa occasione per creare una nuova socialità e spesso nuove forme di protesta politica. In altri centri il Carnevale, a imitazione carnevali di altre parti d’Italia, diventa luogo di operazioni folkloristiche, anche quando si è animati dalla voglia di fare qualcosa e di aggregare. Non è il Carnevale legato alla fame, ma se mai all’abbondanza. I protagonisti sono giovani diplomati e laureati. Sono diversi i protagonisti, le recite, le performance, la scena, le motivazioni, la partecipazione, i contenuti delle farse. In alcuni testi carnevaleschi scritti e recitati dalla fine degli anni settanta all’inizio degli anni novanta in alcune comunità (S. Nicola da Crissa, Rogliano) ad opera di autori colti affiora un confuso sentimento di rimpianto-negazione del passato, e un altrettanto ambiguo atteggiamento di elogio-critica del presente. All’ironia di un tempo contro i digiuni quaresimali, era subentrata l’ironia contro l’ideologia della dietetica e del fast food. C’è la polemica contro il «buon tempo antico» alimentare, ma anche contro l’odierna ideologia delle diete e dei digiuni, che (secondo gli ultimi farsari) rende le persone magre e deboli. Nuove generazioni acculturate, diplomati, laureati e ultimi farsari del passato si ritrovano, con motivazioni e aspettative diverse, impegnati in un’ opera di reinvenzione della tradizione. Nel 1979, dopo tanti anni trascorsi a Milano e Morbegno, torna in paese. Aveva accettato l’invito dei giovani di “rifare” l’antico Carnevale. Imponente, maestoso, con una serietà aristocratica, Turi cammina per le vie di un paese completamente diverso da quello lasciato, vestito da Generale dell’Imperatore, con una sveglia per orologio, due grattugge come spalline. Sbircia la gente che curiosa e divertita si affaccia dai balconi, dalle porte, dalle finestre. Dietro di lui, nel corteo, c’era un fantoccio del Carnevale morto e poi camminano giovani artigiani, studenti, mastri, diplomati, ragazze vestire da pacchiane che piangevano. Una novità assoluta e il mascheramento delle donne e del tutto nuovi erano quei canti, quelle maschere che indossavano i bambini. Dal balcone, dove trent’anni fa aveva atteso il camion che arrivava con carnevale morto, Turi saluta di nuovo l’Imperatore Carnevale. La sua farsa segue canoni tradizionali, ma è dotta e legata all’attualità politica nazionale. Si poteva pensare che quel ritorno sarebbe stato l’inizio di un nuovo ciclo di Carnevale. In realtà era soltanto la presa d’atto di una fine irreversibile e dell’impossibilità di tornare alla “tradizione”. Il ritorno non è mai un ritorno. Dopo qualche anno, Turi ripartiva dal paese con la famiglia quasi a testimoniare che non si torna mai al punto di partenza. Carnevale tornava, ma era qualcosa di completamente nuovo. I giovani riprendevano testi, musiche, canti, riti tradizionali, ma nello stesso tempo inventavano qualcosa di nuovo, si allontanavano da un mondo che, in fondo, avevano conosciuto soltanto attraverso il racconto e i ricordi dei grandi. 12705656_1574479702774420_2546217055676964159_n
L’invenzione di tradizioni carnevalesche dava origine a un «nuovo folklore», spesso a manifestazioni kitsch con «carri allegorici» sui quali sarebbero saltati, negli anni successivi, proprio i nuovi affaristi della vita politica, abili usare il bisogno di festa della gente. Come non bisogna mitizzare il passato, non bisogna, però, demonizzare il presente. Ripensare, in maniera approfondita, memorie del Carnevale, indicazioni e documenti sui rituali carnevaleschi, può costituire, forse, un’occasione per uscire dalla lettura ideologica, retorica, neo-romantica o neo-illuministica e liquidatoria delle culture locali. I giovani che si mascherano e organizzano ancora riti carnevaleschi (e certo anche molte associazioni locali e culturali) rivelano una grande fantasia, conoscenza di linguaggi nuovi ed esterni, competenze artistiche, musicali, teatrali, cinematografiche impensabili e sconosciute a tanti che restano chiusi nei loro rimpianti o nelle loro sterili nostalgie.
Molti riti che si richiamano al Carnevale, organizzati in grandi centri (il più noto e quello di Castrovillari, ma bisogna segnalare sfilate di carri ad Amantea) o in paesi dell’interno e delle marine, richiamandosi alla «tradizione» o reinventandola, vanno considerati nella loro complessità, nelle loro ambiguità, nel loro carattere insieme arcaico e postmoderno. Anche attraverso queste manifestazioni di ritorno i «non più luoghi» e i «non ancora luoghi» della regione cercano di affermare una diversa presenza. Nei paesi e nei centri urbani, nel periodo di Carnevale, la scena alimentare è sempre caratterizzata da carne di maiale, polpette, braciole, salsicce. Non per fame, ma per omaggio alla «tradizione», a volte soltanto evocata e ricordata, ma anche come bisogno di affermare una nuova convivialità e socialità. Nel mio paese, dove resta memoria sotterranea, spesso alimentata, della tradizione carnevalesca, il Circolo Arci organizza (come era accaduto negli anni Settanta e i primi anni Ottanta del Novecento, quando era molto attivo anche un altro Circolo Artistico e Culturale), grazie ad adulti e giovani protagonisti (e a nuovi mascherati e autori di farse) la sfilata con il Carnevale morto. Per iniziativa della parrocchia, donne e uomini, giovani e ragazze, scrivono e rappresentano nuove farse carnevalesche, legate alla vita attuale. Le nuove rappresentazioni, che suscitano grande interesse, mescolano parole, linguaggi, gesti, performance che arrivano dalla tradizione, dalla televisione, dal mondo dello spettacolo. In molti paesi della regione si affacciano su una scena del tutto nuova, anche se con dichiarati e praticati legami col passato, gruppi di giovani, associazioni, suonatori di strumenti. Essi promuovono iniziative teatrali, culturali, musicali che meritano, anche quando qualcuno vuole confinarli nella categoria del localismo, attenzione. Dal basso, proprio in luoghi definiti marginali e periferici, è «messa in scena» una sorta di resistenza culturale a quei processi di abbandono, erosione, disgregazione che la politica non sa o non vuole contrastare. Uno dei più grandi studiosi del Carnevale e del carnevalesco, Michail Bachtin, notava che se anche muore questo o quel rito, non scompare mai quel Carnevale, inteso come seconda vita della gente. Non viene mai meno, infatti, il bisogno di gioia, di libertà, di utopia e di opposizione ai signori della paura e del terrore. Come dicevano Bruno de Betta, Vitantonio de lu Pinnatu e gli anziani farsari del mio paese: «Amici, eo non su mortu, l’ogghiu de la mia lampa ancora ajuma». Lo «spirito del Carnevale», inteso come vicinanza, spazio di libertà e luogo di socialità, soffia ancora. Certo non bisogna enfatizzare. Tutto accade in paesi che vivono una generalizzata situazione di abbandono. Più che proclamare, è doveroso, ognuno con la propria parte, impegnarsi per trovare un nuovo olio che possa alimentare la lampada capace di creare nuova luce e rinnovate speranze di rinascita e rigenerazione.

Una microstoria per immagini12705765_1574479906107733_7669066555807852086_n
Le immagini di questo post raccontano momenti e aspetti del Carnevale a S. Nicola da Crissa e abbraccio un periodo di oltre sessant’anni: dai primi anni Cinquanta del Novecento al primo decennio di questo secolo. Credo che abbiano una loro rilevanza antropologica e fotografica, anche se esse hanno a che fare con la mia memoria, gli affetti, i legami che con le persone in scena ho intrattenuto negli anni. Fanno parte del mio vissuto e di ogni foto potrei descrivere circostanze, personaggi, situazioni che rinviano al mio vissuto e anche al mio essere stato un «etnologo nel paese» e all’avere adottato uno «sguardo da vicino», all’essere stato ed essere “interno” a una comunità dalla quale, nonostante viaggi e fughe, non me ne sono mai andato. Le prime due foto si riferiscono al “mitico” Carnevale del 1952 che mi è stato raccontato fin da bambino e poi direttamente da Turi, Salvatore D’Eraclea, il Generale dell’Imperatore (nelle foto a sinistra in alto), grande autore di farse e di storie e fraterno amico. Queste foto sono custodite da molti raccoglitori e collezionisti appassionati del paese (particolarmente ricco e originale è l’archivio di Antonio Galati): ricordo di averle viste la prima volta nella casa dell’indimenticabile Peppino Galloro, che di Turi è stato grande amico. Le successive sei immagini (3-8) si riferiscono al Carnevale del 1979, organizzato dal Circolo Arci, in un periodo di revival folklorico, nel 1978. Sono “dentro” ad ogni foto e in dialogo con ognuna delle “maschere” che ho conosciuto come persone e che ho frequentato e amato. Alla fine degli anni Settanta ho realizzato due documentari su quel Carnevale per la Sede Regionale Rai della Calabria e ho partecipato alla realizzazione di un filmato per Rai 2. Lo considero il “mio” Carnevale, quello della mia generazione. Le foto sono state realizzate per conto della Cattedra di Storia delle tradizioni popolari del Magistero di Messina, tenuta da Luigi Lombardi Satriani, che era presente a queste manifestazioni, intrattenendo con la comunità un intenso legame culturale e amicale. La nona foto ritrae Mico Tallarico, anche lui amico di una vita, e il grande e per me familiare autore di farse e di recite Bruno de Betta, Bruno Galati. Lo ritroviamo nelle due foto successive (9-10) con altri personaggi indimenticabili della comunità. Le successive sono state scattate da Salvatore Piermarini nel 1982. Le prime dieci (pubblicate nel nostro “Le strade di casa” del 1983) riprendono il corteo, funerale, bruciamento del fantoccio che organizzava il Circolo Arci (decisivo per il revival folklorico carnevalesco) e le altre otto delle farse rappresentate nei locali del Circolo Artistico Culturale del paese. Anche in questo caso mi sento dentro la foto. La foto n. 27 è stata da me scattata un Martedì dell’Azata (primi anni Novanta) e ritrae Mico Pileggi che sorride mentre i “mascherati” fanno visita nella casa in cui “chiudevamo” (cosi si diceva per il banchetto finale di Martedì Grasso). Con questa foto, che riprende il più caro amico di sempre del paese, termina anche il “mio” Carnevale, quello del “ritorno” e del “revival”, di cui sono stato, insieme, osservatore, testimone, “protagonista”. Le immagini finali, quelle a colori, riprendono il Carnevale del 2009, il “ritorno del ritorno”, organizzato e rappresentato nei locali dell’ex Asilo, per iniziativa della parrocchia, da “nuovi” farsari e “farsare” (questa è un bella novità), alcune figlie o nipoti di arte. Le ultime riprendono un Carnevale organizzato, sempre nel 2009, dal Circolo Arci grazie a un tenace e instancabile Vittorio Teti (figlio di mio zio Tommaso) che ha contribuito a mantenere “vitale” il paese in un momento di grande difficoltà. A dispetto di erosioni, spopolamento, mutamenti, trasformazione, lo “spirito” di Carnevale soffia ancora. E la dimensione carnevalesca e conviviale resta un tratto identitario dei sannicolesi nel paese e nel mondo. Ho fornito indicazioni con implicazioni affettive e personali, di cui non posso dare conto se non superficialmente. Ho raccontato il Carnevale del mio paese – inserendolo in un contesto storico-antroplogico e letterario calabrese, meridionale ed europeo – in saggi, libri, articoli, documentari e filmati. Custodisco memorie, farse, interviste a farsari, foto, schegge, documenti su questo e su altri Carnevali della Calabria. Meriterebbero di essere pubblicati: intanto offro all’attenzione degli interessanti una piccola parte di quanto ho ricevuto ed ho appreso. Gli originali delle foto, in bianco e nero e a colori, i negativi, sono custoditi nell’archivio di Salvatore Piermarini e mie: nel momento in cui, con piacere rendiamo pubbliche queste immagini, precisiamo di aver il copyright (assieme agli editori dei libri e dei giornali in cui molte sono apparse in passato). Mentre scrivo queste note passa il corteo di Carnevale, organizzato dall’Arci. Esco, guardo, fotografo. Ci sono i giganti, i fratelli e tante ragazze, ragazzi e giovanissime. Carnevale “torna” ancora e anche “questo”, diversamente dal passato, è un “mio” Carnevale.

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Letto: 163
Valeria D'Agostino

Valeria D'Agostino è giornalista pubblicista, curiosa del bello, amante della natura e della poesia. Ha contribuito a realizzare il Tip Teatro di Lamezia Terme, già ufficio stampa di Scenari Visibili, blogger sin dagli esordi di Manifest Blog. Ha lavorato per Il Lametino, attualmente corrispondente esterna della Gazzetta del Sud. Nell'ambito della scrittura giornalistica ha prediletto un interesse particolare per le tematiche sociali, quali in primis la sanità e l'ambiente, culturali, e artistiche. Si divide fra Lamezia Terme e Longobardi, costa tirrenica cosentina dove si occupa di turismo e agricoltura biologica. "Un buon modo per dare concretezza al concetto di fuga".

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    In fattoria con l’erasmus plus: “stiamo sperimentando la filoxenia”
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    Lamezia: Sanità al collasso, i cittadini: “tanto non cambia niente”
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    Violenza sulle donne, i dati ufficiali: nel marzo 2019 colpita 1 donna ogni 15 minuti
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    È il desiderio a tenerci in vita
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    Ricrii 17, rassegna teatro contemporaneo al Tip Teatro – 10 spettacoli da Novembre a Marzo
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    “Ma solo pensare a te”, dedica a mia madre
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    Perché amano e odiano tutte Chiara Ferragni: “donne, imitiamo noi stesse”
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    Decollatura, in via D’Annunzio fervono i preparativi per “Passaggio in festa” edizione 8
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    Dopo una settimana dalla sua scomparsa Cittadinanzattiva ricorda Anna Maria Serratore
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    Quando punti il dito all’altro ma l’altro sei tu
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    “Nandèra. Il ragazzo della profezia”: il nuovo romanzo di Pierluigi Cuccitto, le presentazioni in Calabria il 17 e il 18 luglio
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    Associazione Felice Mastroianni: “Cultura ed etica dello sport”, l’incontro a Platania sabato 6 luglio
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    Al via le residenze artistiche del Mabos – Museo d’Arte del Bosco della Sila, l’evento conclusivo il 7 luglio
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    Cetraro, Arte inedita e Antichità ritrovata: incontro con il geoarcheologo “Gioacchino Lena”
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    Lamezia, presentata ufficialmente l’associazione culturale “Un Anthurium per Francesco”
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    “Nuvole inquiete”, il nuovo libro di Francesca Guarna
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    Lamezia: “Parte lo sciopero della fame per Carola Rackete”, sui social offese all’artista Simona Ponzù Donato
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    #iosonocarola, solidarietà alla capitana Carola Rackete che ci regala grande lezione d’umanità
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    Festa San Pietro e Paolo e la rinnovata tradizione della fiera della cipolla
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    “Non fatevi affogare dalla rassegnazione di chi é rimasto senza sogni”
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    Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di stupefacenti
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    Al via “MoMe Festival” a Simeri Crichi
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    Trame festival, 100 giovani volontari e oltre 90 ospiti: tutti i numeri e i protagonisti della edizione 2019
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    Como, Daniele Cortis – Il film di Mario Soldati dalla sceneggiatura allo schermo, il 26 giugno a Villa Olmo
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    Recensione, “Condannato a Morte” di Davide Sacco e l’empatia tra spettatore-attore-autore
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    Trame festival, Chef Rubio: “Chi sceglie Lega è un problema per gli onesti cittadini”
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    Trame Festival, mattinata con “Mimmo Lucano” e i giovani volontari, incontro pubblico alle 11
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    Rassegna, l’ultimo appuntamento di “Contemporanea” il 27 giugno al Chiostro è dedicato ad Andrea Camilleri
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    Bologna, ritorna “Muri di versi” la social street più famosa d’Italia
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    Ai maturandi oggi: “I desideri possono cambiare ma afferrateli sempre”
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    In apnea, “Se hai paura vuol dire che stai vivendo”
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    Lamezia, “Un mare circondato da terre” omaggio a Pedrag Matvejević, (24-25 giugno)
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    Questo giorno lo butto via
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    Testuali parole workshop – ” Con un nuovo sguardo”
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    Testuali parole workshop – “Un mondo cangiante”
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    Testuali parole workshop – Racconto “La missione”
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    La lunga strada per abitare se stessi
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    “C’eri già, ancor prima di trovarti”
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    Soumaila Sacko un anno dopo: il ricordo e le proposte di USB per non dimenticare
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    Inizia oggi la “Tredicina” di S. Antonio, fanno tappa anche le reliquie di S. Antonio e S. Francesco
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    Belmonte, ritiro di yoga dal 28 al 30 giugno a cura de “Il giardino di Shiva”
  • Valeria D'Agostino
    La scrittura come servizio, “Il protagonista è nella storia”
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    A luglio VI edizione di “Felici & Conflenti”, la festa di comunità che pensa alla trasmissione
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    Lamezia, “Il vampiro come metafora”, incontro con l’antropologo Vito Teti
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    Incontro interattivo su “Leonardo Sciascia”, giovedì 30 maggio al Tip Teatro
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    Verso la conoscenza dei beni culturali, il 28 maggio nuovo progetto a Cetraro
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    Estate in arrivo e mare sporco, Vincenzo Calvieri: “Reti fognarie e depuratori non versano in condizioni positive”
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    Omertà – “Chi non si oppone al male è complice del male stesso”
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    Rassegna “Dorian”, domani visita all’EcoMuseo della Memoria di Umberto Zaffina
  • Valeria D'Agostino
    “Perìplus” nuove forme di navigazione, la rassegna al Tip Teatro dal 23 maggio al 28 giugno
  • Valeria D'Agostino
    Maurizio Carnevali di ritorno dal Salone del libro di Torino, circa 3000 persone allo stand di Patrimoni d’Arte
  • Valeria D'Agostino
    Nasce “Dorian – la cultura rende giovane” rassegna indipendente a Sambiase, Giovanni Mazzei: “Vogliamo sollecitare la curiosità di tutti, non ci sono finanziamenti e patrocini”
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    Nuova edizione del “Festival delle erranze e della filoxenia” il 19 maggio la conferenza stampa a Sambiase
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    La nuova edizione del Cleto Festival non si farà, il Collettivo Manifest: “Scelta coerente e coraggiosa”
  • Valeria D'Agostino
    Nasce “l’orto sinergico” con i pazienti di psichiatria a Lamezia, “Il ricovero sarà meno triste e noioso”
  • Valeria D'Agostino
    “No all’apologia del fascismo e all’odio razziale”, Nicola Lagioia esclude il libro di Salvini dal Salone di Torino
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    L’edicola Cerminara a Lamezia, tre generazioni a confronto: “Mio nonno passava notizie quando non c’era libertà di stampa”
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    1 maggio, “Auguri a tutti i lavoratori e a coloro che il lavoro lo cercano”
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    Sarà intitolata a Rosy De Sensi scuola dell’infanzia di Bella, “Testimonianza di solidarietà e rispetto dei popoli”
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    “Please return to”, la regista del cortometraggio Barbara Rosanò: “Vogliamo abbattere quei pregiudizi che stanno tornando in voga”
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    “Alla sorgente del Reventino”, il primo convegno sulla lingua dei paesi del Reventino
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    “Respirare” il nuovo racconto di vita di Antonio Saffioti, la presentazione ufficiale venerdì 3 maggio
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    Il Collettivo Manifest e la Biblioteca dello Spettacolo solidali a “La pecora elettrica” di Roma, “Bruciare libri significa annientare il pensiero”
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    Un convegno per interrogare le donne con sclerosi multipla sull’ipotesi di avere figli
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    25 aprile, “Quale democrazia oggi”?
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    Venerdì santo e le croci personali, “Resistere al dolore con un sorriso”
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    Premio Feudo di Maida 2019, “La giuria sceglie il presente e l’attualità”, premiati anche i giovanissimi dell’Albo d’Oro
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    Operazione “Asta la vista”, corruzione fra i colletti bianchi, “La legge non è uguale per tutti”
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    Tutto pronto per il “Premio Feudo di Maida 2019”, attese nella città d’arte oltre 1000 persone
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    A Nocera la IV edizione de “La passione di Cristo” dell’associazione “Lavori di Corsa”
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    Buonanotte a chi continua a scrivere e studiare
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    “Premio Feudo di Maida 2019”, martedì 9 aprile conferenza stampa alla biblioteca scolastica di Maida
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    La voce interiore e le immagini del futuro
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    Lamezia, città vittima di sé stessa e dal tramonto infinito
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    “A mano a mano” il 6 aprile a Bologna pre-festival di “Muri di Versi”
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    Lettera a un amico, “La partita è ancora tutta da giocare”
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    A un anno dalla sua scomparsa, il ricordo del professore Antonio Milano, 20 marzo Chiostro Caffè Letterario
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    Quando le domande smettono di essere
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    Il miracolo Greta Thumberg, dal mutismo selettivo allo sciopero mondiale per il clima, gruppo manifestanti anche a Lamezia
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    Al via “Ormeggi Festival”, il programma della prima giornata
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    Danneggia 30 libri per protesta, accade in biblioteca a Lamezia
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    VI conferenza nazionale Giovani Comunisti, 60 delegati da tutta Italia per parlare di militanza, ambiente, femminismo, diritti LGBTQIA
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    Lady Bird, opera generazionale e universale – PROIEZIONE 15 marzo
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    Dal mio dolore nasce sempre un fiore
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    A Lamezia nasce “Ormeggi” il primo festival Letterario ideato da giovani, dal 15 al 17 marzo
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    La scrittura e la letteratura si vestano di etica e responsabilità, “Cosa andiamo a dire ai ragazzi delle periferie d’Italia?”
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    “Il rumore del mondo” il nuovo album di Carmine Torchia è un mix di raffinatezza, tatto e spirito critico, il live a Lamezia sabato 23 marzo
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    Carnevale 2019, ad Acconia di Curinga sfila “Marina”, la plasticottera azzurra di Costa Nostra a difesa dell’ambiente
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    Modernità e spaesamento, sull’assenza dei padri “Osservate le vostre ombre”
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    “Respirare”, il nuovo libro di Antonio Saffioti e Salvatore D’Elia
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    “SEI” di Spiro Scimone, il 28 Febbraio a Cosenza
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    Claudio Giunta e i suoi consigli su “Come non scrivere”, leggere molto e impegnarsi
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    La Calabria che brucia e muore sotto gli occhi di tutti
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    Al via “Premio Francesco Graziano” de Ilfilorosso, scade il 30 aprile
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    Nuova edizione del “Premio Letterario Internazionale Feudo di Maida”, Presidente di giuria Nando Dalla Chiesa
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    L’emozione del silenzio, appunti sparsi a fine inverno
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    Scoperto l’autore dell’ultima cena di Saracena
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    “Lamezia, quanto resta della notte”? Incontro pubblico a un anno dallo scioglimento comunale, giovedì 7 febbraio al Chiostro
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    Presentazione del progetto “Accogliere e curare” , come migliorare il servizio sanitario nei confronti dei  migranti
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    L’8 marzo in ogni continente al grido “Non una di meno”, sciopero femminista
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    “Testuali parole”, workshop di scrittura partecipata “Crea il tuo epitaffio”
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    Impressioni mobili, il 30 gennaio il primo incontro dedicato ad “Edgar Lee Masters” l’autore de l’Antologia di Spoon River
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    Workshop di illustrazione, il 23 e il 24 febbraio al Caffè delle Arti Catanzaro
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    Di giovani neet e statistiche, “Oltre i luoghi comuni ci sono giovani che si svegliano al mattino per progettare il futuro”
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    Rubbettino migliore azienda in Italia per alternanza scuola lavoro
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    Il 25 gennaio “Manifest” compie 5 anni, “Continueremo a guardarci intorno senza paura”
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    Presentata docu – inchiesta “La rivincita di Casale Monferrato” di Rosy Battaglia, “Perché in Calabria non si prova a combattere”?
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    “Istanti”, il primo concorso foto – letterario di Grafèin che scade il 31 gennaio
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    Lamezia, “Chi parte chi arriva chi sta”, Seminario a cura de “Gli asini” e della “Comunità Progetto Sud” dal 18 al 20 gennaio
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    Quale scuola? “Invitiamo i nostri figli all’orientamento personale”
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    “La rivincita di Casale Monferrato” presentazione documentario – inchiesta di Rosy Battaglia sabato 19 gennaio a Lamezia Terme
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    A un anno dalla scomparsa di Dolores O’Riordan “In the end” ultimo album dei Cranberries che sancisce la fine della band
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    Nasce fondazione di supporto a Riace, Lucano: “Spero di poter un giorno ritornare a Riace”
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    Vent’anni senza Fabrizio De Andrè, la sua musica è richiamo all’impegno civile: “Non citiamolo e basta”
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    Cresco Calabria a Cosenza: “Coltivare teatro è il primo passo verso la figura del formatore”, oggi a Milano incontro fra Astra e Assitej su dialogo Miur
  • Valeria D'Agostino
    Delle Audi e dei borghesi che sfrecciano miseria umana
  • Valeria D'Agostino
    “Coltivare teatro” il convegno di Cresco Calabria sulla formazione del formatore, domani a Cosenza
  • Valeria D'Agostino
    La società liquida dei like e delle illusioni
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    Una biblioteca vivente per andare. Una biblioteca vivente per restare.
  • Valeria D'Agostino
    Domani al Tip Teatro “La terra degli alberi caduti” video – inchiesta di Claudio Cordova
  • Valeria D'Agostino
    Le scelte della vita e l’inaspettato. “Si nasce più volte”.
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    La “Troppa grazia” di Gianni Zavasi e l’invito a edificare la propria chiesa personale, “Il miracolo non arriva mai al momento giusto”
  • Valeria D'Agostino
    Sarà intitolata ad Adele Bruno una sala della Biblioteca Palazzo Nicotera “Nessun nodo violento leghi mai la nostra vita”
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    Violenta tromba d’aria fra Catanzaro e Crotone, la Calabria in continuo stato d’emergenza
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    Lamezia è morta e non si è ancora manifestata, chiediamoci “Cosa abbiamo ereditato”?
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    25 novembre, giornata internazionale contro violenza sulle donne “Apriamo a tutti il nostro blog”
  • Valeria D'Agostino
    Festival “Miti contemporanei” VII edizione, la presentazione il 20 novembre a Reggio Calabria
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    Calabria da riscoprire: Monte S. Elia e Monte Reventino a confronto, “Un ritorno alle origini”
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    Il paesaggio come passaggio dell’uomo. La Via Annia – Popilia nella piana lametina.
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    “Escher. La Calabria, il mito” dal 20 novembre al Complesso San Giovanni Catanzaro
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    Operazione Quinta Bolgia, Gratteri: “A Lamezia è gara a chi si aggiudica per prima il morto”
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    Manifest a Lamezia, ovvero quando parlare di un libro diventa atto di resistenza
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    Costa Nostra e la pulizia spiaggia volontaria “Tutto ciò che ci circonda ci riguarda”
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    La dolce solitudine fra scale da salire
  • Valeria D'Agostino
    Venerdì dei morti, si interrompe la tradizione e avanzano parole nuove
  • Valeria D'Agostino
    “Schiavi di riserva” un focus sulla Libia, lunedì al Centro Polivalente di Catanzaro
  • Valeria D'Agostino
    “Sangue bianco” il nuovo lavoro fotografico della marchigiana Marta Viola, 19 e 20 a Lamezia e Gioiosa Jonica
  • Valeria D'Agostino
    Nasce “Cantieri del pensiero libero”, scrittori indipendenti a confronto
  • Valeria D'Agostino
    De/scrivo 3.0 Il Programma
  • Valeria D'Agostino
    De/scrivo 3.0, frammenti di manifesto “Un vero maestro non si insegue, si completa”
  • Valeria D'Agostino
    De/scrivo 3.0, frammenti di manifesto “Con la cultura non si deve mangiare”
  • Valeria D'Agostino
    “Riace non si arresta” sabato 6 ottobre tutti in piazza per Mimmo Lucano
  • Valeria D'Agostino
    Il cielo comincia dal basso, un capolavoro letterario che ci fa sentire stupidi
  • Valeria D'Agostino
    Nasce il “Tavolo della Pace”, il 6 ottobre la prima manifestazione in sintonia con la Marcia Perugia-Assisi
  • Valeria D'Agostino
    Il 27 settembre al Chiostro per praticare l’inclusione sociale
  • Valeria D'Agostino
    A Belmonte ritorna “Rifugi d’aria, border”, una festa per celebrare l’incontro con l’altro, il presente come quotidiano
  • Valeria D'Agostino
    “Il cielo comincia dal basso”, un caso letterario in una non recensione
  • Valeria D'Agostino
    Al via Catanzaro Design Week, “PASTMeetsFUTURE” dal 20 al 23 settembre
  • Valeria D'Agostino
    “Building Body”, la prima mostra personale di Davide Balliano, il 15 settembre al MARCA
  • Valeria D'Agostino
    Roma, “Premio Zavattini 2018”, l’avvocato Mustilli affronta i temi del diritto d’uso e del diritto d’autore dei documenti filmici
  • Valeria D'Agostino
    Al via “Il corpo scenico. Tradizione e innovazione” residenza formativa del Teatro Proskenion a Bova (RC)
  • Valeria D'Agostino
    Sciabaca 2018, il festival di Rubbettino apre con “Il viaggio delle parole” lectio magistralis di Francesco Sabatini
  • Valeria D'Agostino
    “Alessia Musolino/Lanificio Leo. Un incontro per immagini” fra tradizione e contemporaneità, 8 – 9 settembre a Soveria Mannelli
  • Valeria D'Agostino
    Vivi Amantea presenta “Progetto Ulisse”, viaggio epico fra imprenditori, istituzioni, associazioni
  • Valeria D'Agostino
    L’estate e la bellezza patinata di certi luoghi, contro la favola del mare e del cielo
  • Valeria D'Agostino
    Quando la contemporaneità è solo antagonismo, reinventiamo parole dalle pietre
  • Valeria D'Agostino
    Il sentire comune della pioggia: “La mia estenuante ricerca della bellezza”
  • Valeria D'Agostino
    Ritorna a Tropea il Teatro d’Amare, “Raccontiamo le storie di un Sud che ha voglia di rivincita”
  • Valeria D'Agostino
    Prosegue Felici & Conflenti: “A Panetti 8 abitanti e una cascata, nuove pratiche di contrasto a spopolamento”
  • Valeria D'Agostino
    “La storia di un paese nel tempo rotto” di Ayman Albwab
  • Valeria D'Agostino
    Antonello Caporale a Lamezia Terme il 13 luglio con “Matteo Salvini. Il Ministro della paura”
  • Valeria D'Agostino
    Mercoledì al Chiostro Caffè Letterario “Lamezia Experience” la conferenza stampa e l’inaugurazione di una mostra
  • Valeria D'Agostino
    I segreti di David Lynch: Incontro con l’autore + Strade Perdute, il 10 luglio al Tip Teatro
  • Valeria D'Agostino
    A 45 anni dall’omicidio Victor Jara ottiene giustizia, 9 militari di Pinochet i colpevoli
  • Valeria D'Agostino
    Regala un abbonamento degli Asini a 100 biblioteche, associazioni, spazi pubblici e luoghi di frontiera
  • Valeria D'Agostino
    L’eroina e la doppia vita, il racconto di chi ha sconfitto la dipendenza: “Ne parlo per combattere le etichette e il pregiudizio, oggi sono pronto a nuova vita”
  • Valeria D'Agostino
    Carlo Puca, “I giovani di Lamezia vogliono restare, e vanno alla ricerca della bellezza negata”
  • Valeria D'Agostino
    Trame 8: “La notte della città” l’avvocato De Grazia mette tutti a rapporto dopo mesi di silenzio sul terzo scioglimento comunale
  • Valeria D'Agostino
    “Rinnega tuo padre” il nuovo libro inchiesta di Giovanni Tizian, il giornalista de l’Espresso raccoglie fatti inediti
  • Valeria D'Agostino
    Comunità Progetto Sud aderisce alla Giornata Mondiale del Rifugiato
  • Valeria D'Agostino
    Giornata Mondiale del Rifugiato 2018: il 30 giugno lo ‘Sprar Due Soli’ apre le porte della casa di Via Cassiodoro sequestrata alla ‘ndrangheta
  • Valeria D'Agostino
    Domani al via “Una Estate 2018”, si comincia con “Tre manifesti a Ebbing Missouri” di Martin McDonagh
  • Valeria D'Agostino
    Battista Sangineto smentisce Striscia La Notizia: “Il Parco archeologico di Sibari non è abbandonato”
  • Valeria D'Agostino
    Verso tutto quello che non c’é
  • Valeria D'Agostino
    A 40 anni dalla Legge Basaglia continua l’indifferenza dello Stato su malattie mentali
  • Valeria D'Agostino
    Suicidi letterari racconta Ernest Hemingway, venerdì 8 giugno l’ultimo appuntamento della rassegna
  • Valeria D'Agostino
    PAROLARIO Festival della Letteratura 18, a Como dal 14 al 23 giugno
  • Valeria D'Agostino
    “È finita la pacchia”, ovvero come legittimare a uccidere
  • Valeria D'Agostino
    Domani al Caffè delle Arti “Il Nato due volte” documentario a cura di Antonio Pintimalli
  • Valeria D'Agostino
    In arrivo a Carlopoli la prima edizione di “Contaminazioni Festival”, promuove dialogo interculturale
  • Valeria D'Agostino
    L’opera di Squad Rebel si rivolge al mercato, Saladino: “Mi sento in debito verso famiglia e società, recupero con l’arte e la bellezza”
  • Valeria D'Agostino
    Roma: Partito il crowdfunding per SOS ÀP Biblioteca, spazio chiuso e abbandonato da 10 anni
  • Valeria D'Agostino
    Iniziato il Ramadān, legame identitario dei musulmani fra anima e corpo
  • Valeria D'Agostino
    Sabato 12 maggio “Alberto La Neve & Fabiana Dota” live @Tip Teatro
  • Valeria D'Agostino
    “Casa del popolo” apre le porte il 9 maggio in ricordo di Peppino Impastato
  • Valeria D'Agostino
    Primo maggio al Chiostro: “Working Class Heroes – camminando e cantando la canzone del primo maggio”
  • Valeria D'Agostino
    Sharo Gambino dieci anni dopo , oggi alle 18,00 a Palazzo Chimirri Serra San Bruno
  • Valeria D'Agostino
    25 aprile a Palazzo Panariti, Casarossa40 ricorda i partigiani Cortese e Petruzza
  • Valeria D'Agostino
    La fotografia di Valentino Guido, è la donna l’oggetto della sua nuova ricerca
  • Valeria D'Agostino
    Francesco Saffioti e il suo setter inglese Ugo primi classificati per la “Coppa Italia” ad Arezzo
  • Valeria D'Agostino
    Intervista ad Elvira Scarnati di “Venti” blog contenitore di idee, “Stiamo assistendo ad un risveglio creativo di giovani visionari e appassionati”
  • Valeria D'Agostino
    “Semi d’iniziativa” Meet Project racconta l’esperienza vissuta a Malaga, il 22 al Caffè delle Arti Catanzaro
  • Valeria D'Agostino
    Guide Invisibili, a Roma i racconti dei migranti diventano passeggiate sonore
  • Valeria D'Agostino
    “Salute e diritto alle cure per gli anziani” l’incontro di Casarossa40 con Nicola Valentino venerdì 13 a Palazzo Panariti
  • Valeria D'Agostino
    “Memoria e inganno nell’Adriano di Marguerite Yourcenar” mercoledì 11 aprile all’ Uniter
  • Valeria D'Agostino
    UNA: domenica 8 aprile IO; DANIEL BLAKE film di Ken Loach
  • Valeria D'Agostino
    A Samarcanda tre giorni dedicata ad Antonio Ligabue
  • Valeria D'Agostino
    A San Ferdinando nasce “Hospitality School” primo progetto di architettura meticcia per bisogni primari dei migranti
  • Valeria D'Agostino
    Pizzo: Nasce l’idea del “Laboratorio Borgo Attivo”, Montesanti: “Usiamo l’argilla per dare forma a memoria collettiva”
  • Valeria D'Agostino
    “La malasorte”  il nuovo romanzo di Daniela Grandinetti, la presentazione ufficiale il 5 aprile al “Chiostro”
  • Valeria D'Agostino
    La settimana santa e il rito dei “Vattienti” a Nocera Terinese
  • Valeria D'Agostino
    Sabato 31 presentazione libro “Alla ricerca dell’autentico” di Viviana Gentile + proiezione “Comizi d’amore” di Pasolini
  • Valeria D'Agostino
    Massimo Bray a Lamezia il 27 marzo
  • Valeria D'Agostino
    E poi venne il mare
  • Valeria D'Agostino
    UNA: Castaway on the moon, domenica 25 marzo h. 20,30 @Auditorium Pitagora  
  • Valeria D'Agostino
    100 cene per Emergency, domani alle 20 @La Lanterna Catanzaro
  • Valeria D'Agostino
    In scena “MCMAFIA”, dal 21 al 29 marzo al Teatro India di Roma – Mafia, camorra e ‘ndrangheta nella storia del fumetto
  • Valeria D'Agostino
    Corajisima e tradizioni quaresimali calabresi in partenza per la Campania
  • Valeria D'Agostino
    Quattordicenne picchiato e ustionato in famiglia solo perché gay
  • Valeria D'Agostino
    MOTUS, ovvero il teatro necessario della verità, Silvia Calderoni: “Le parole non bastano mai, ma dobbiamo allenarci, dobbiamo svegliare i corpi”.
  • Valeria D'Agostino
    La vecchiaia non è solo donna
  • Valeria D'Agostino
    “ZELIG” film di Woody Allen, domenica 25 all’ Auditorium Pitagora
  • Valeria D'Agostino
    “Cara Nadia, i malati di cancro non sono fighi, sono solo persone che non vorrebbero essere trattate come casi da inserire nelle loro statistiche”
  • Valeria D'Agostino
    Calibro 35 “Decade” in concerto @Off Officine Sonore Catanzaro Lido
  • Valeria D'Agostino
    Lo Sport secondo me: una girandola di parole.  
  • Valeria D'Agostino
    UNA: “Captain fantastic” di Matt Ross, oggi h. 18.00 Auditorium Pitagora
  • Valeria D'Agostino
    “Rinnega il padre e anche la madre” a 112 km da Lamezia 20 mamme chiedono al giudice di salvare i loro figli
  • Valeria D'Agostino
    Maschere per educare alla diversità
  • Valeria D'Agostino
    Doppia presentazione di libri venerdì 16 febbraio al Sit ‘N’ Breakfast di Firenze
  • Valeria D'Agostino
    “Ricordami il futuro. Una storia vera non ancora accaduta” il nuovo libro di Claudio Petronetti
  • Valeria D'Agostino
    “Mandala Creative Workshop”, 1, 2 e 3 febbraio laboratorio con Gianluca Salamone al Liceo F. Fiorentino
  • Valeria D'Agostino
    “Frida Kahlo oltre il mito” giovedi 1 febbraio l’ inaugurazione al Mudec di Milano
  • Valeria D'Agostino
    UNA: “IN VIAGGIO CON JACQUELINE” di Mohamed Hamidi, domenica 28 h. 18 Auditorium Pitagora
  • Valeria D'Agostino
    Frammenti da una vecchia agenda, per altre innumerevoli pagine
  • Valeria D'Agostino
    Dente & Guido Catalano in concerto, giovedì 25 gennaio alle Officine Sonore di Catanzaro Lido
  • Valeria D'Agostino
    “Quando giunge l’inverno” di Ayman Albawab
  • Valeria D'Agostino
    Contro il tabù della morte
  • Valeria D'Agostino
    Domani al WINO “Sweet Dreams”, mostra del Collettivo Rainbow su versi Lorenzo Dìes
  • Valeria D'Agostino
    “Libere disobbedienti innamorate – In between”, Bar Bahr, tra terra e mare, né qui né altrove
  • Valeria D'Agostino
    È morto il prof. Tonino Iacopetta, il poeta delle cose minimali
  • Valeria D'Agostino
    Premio Calabria Ambiente a Salvatore Settis, domani a Soveria Mannelli
  • Valeria D'Agostino
    Girifalco: Cittadinanza onoraria allo scrittore Domenico Dara
  • Valeria D'Agostino
    Respirare
  • Valeria D'Agostino
    Lanciato “Osservatorio del Sud” dallo storico Piero Bevilacqua, “Serve comitato scientifico che metta i puntini sulle i e rompa stereotipi sul Mezzogiorno”
  • Valeria D'Agostino
    Il TIP Teatro è fra i 13 progetti di Crowdfunding di Banca Etica, c’è tempo fino al 24 dicembre
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    Il 6 dicembre la presentazione di “InChiostro”, il nuovo libro del medievista Marco Iuffrida
  • Valeria D'Agostino
    L’Oasi di Mirto,  Mario De Vincentis: “La parola chiave è rete,  speriamo di incuriosire la gente al Compra Sud”
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    40 studiosi per parlare di “Mezzogiorno”, sabato 2 dicembre presso Sintonia – Comunitá Progetto Sud
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    Questa sera alle 21 don Giacomo Panizza a Politicamente Scorretto
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    Nasce “Gizzeria 2.0”, la pagina facebook rivolta al mondo per restituire bellezza
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    Smentita notizia cancellazione fiction su Riace, “Perché non indagare su contiguità fra politica e mafia”?
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    “De/scrivo 3.0” anteprima, si indaga ancora su storia e memoria – PROGRAMMA
  • Valeria D'Agostino
    Uscita seconda edizione de “Gli spirdati” di Tonino Ceravolo, la possessione fra vivi e morti è campo ancora da esplorare
  • Valeria D'Agostino
    Oggi al TIP Teatro il secondo “Social dreaming experience”, ovvero come sognare insieme
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    È morta Assunta Signorelli, contribuì con Franco Basaglia alla chiusura dei manicomi
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    Uniter, Lidia Ravera presenta “Il terzo tempo”, un invito a non aver paura di invecchiare
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    CATANZARO: “Felice Casorati e Andrea Cefaly, sulla natura morale e non stilistica dell’arte”.
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    “Il suono e il senso”, il 2 novembre giornata di studio con “Steven Feld” all’Unical
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    HALLOWEEN: “Cari cattolici, riappropriamoci di Halloween! In origine era festa cristiana”
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    Comunità Progetto Sud apre iscrizioni al secondo Corso di Formazione sull’autismo
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    È nato “Gocce insorgenti”, il nuovo libro di poesia di Bartolomeo Bellanova segna un ponte fra Bologna e Lamezia
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    Menzione speciale per “Annerita di condensa”, libro della blogger di Manifest Simona Barba Castagnaro
  • Valeria D'Agostino
    La scuola di Felice Casorati e Andrea Cefaly, a Catanzaro dal 28 ottobre al 26 novembre
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    Rebel green – Saladino: “Ringrazio don Giancarlo Leone per aver creduto in me”, dopo crowdfunding nuovi progetti in arrivo
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    Progetto “Polopositivo” – I nomi dei finalisti, la mostra dura fino al 27 novembre
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    POESIA – Sono come…
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    Login di Camera 237 a cura di Roberto Sottile, vernissage 28 ottobre Museo del Presente di Rende
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    Libera: “AD ALTA VOCE – Contro la povertà e le disuguaglianze”, a Catanzaro pulito parco quartiere Pistoia
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    Perché vaccinare i bambini? Vaccinazioni SI o NO?
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    Il 27 ottobre primo social dreaming experience al TIP Teatro Lamezia Terme
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    E se mi innamorassi di un disabile?
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    “Il testo editor”, Francesco Fiorentino e Felice Tocco a confronto nel libro di Santina Manieri
  • Valeria D'Agostino
    Ritorna a Forlì “900 Fest” dal 4 al 7 ottobre, festival di storia del novecento
  • Valeria D'Agostino
    A Lamezia si pensasse a creare ‘memoria’ e non a candeline da spegnere
  • Valeria D'Agostino
    Conclusa “Sciabaca17”, a noi il compito di guardare con nuovi occhi il territorio
  • Valeria D'Agostino
    rifugi d’aria_BORDER, festa di comunità a Belmonte dal 6 all’8 ottobre
  • Valeria D'Agostino
    Concluso “Sciabaca” festival di Rubbettino, lanciata proposta “La Route 66 delle Calabrie”, prima però bisogna esser pronti a cambiamento
  • Valeria D'Agostino
    Sciabaca17: racconto della seconda giornata, Farinelli “La globalizzazione somiglia al funzionamento del Mediterraneo”
  • Valeria D'Agostino
    Sciabaca17: Conclusa prima giornata, “Il viaggio più complesso di una casa editrice è quello verso la contemporaneità”
  • Valeria D'Agostino
    Al via “Sciabaca 2017” a Soveria Mannelli viaggio nell’arte e nella letteratura, pieno il coinvolgimento del territorio
  • Valeria D'Agostino
    Sciabaca 17, pillole di programma: Giuseppe Mantella in”CalabriaCult. Storie di un Sud che cambia”
  • Valeria D'Agostino
    Sciabaca17, pillole di programma: “Per una mappa del Mediterraneo”, Lectio magistralis di Franco Farinelli
  • Valeria D'Agostino
    “Catanzaro Design Week II edizione”, Materia Indipendent Design Festival dal 14 al 17 settembre
  • Valeria D'Agostino
    Inclusione scolastica, Fish Calabria: “il 14 settembre si torna a scuola, tutti”?
  • Valeria D'Agostino
    Soveria Mannelli: dal 22 al 24 settembre ritorna “Sciabaca” festival letterario di Rubbettino
  • Valeria D'Agostino
    PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI 2016, A Palazzo Ducale di Urbino anche la lametina Francesca De Fazio
  • Valeria D'Agostino
    Seminario 1 “L’affettività e le persone con disabilità”, presente anche l’Assessore Federica Roccisano
  • Valeria D'Agostino
    Arriva “A Ciambra”, film di Jonas Carpignano sulla comunità rom di Gioia Tauro
  • Valeria D'Agostino
    Milano: Alla Fabbrica del Vapore mostra su “Nietzsche Rilke Lou Salomè – Il dicibile e l’indicibile”
  • Valeria D'Agostino
    Squad Rebel: “Partito crowdfunding per Rebel Green, l’obiettivo è inserire 10.000 piante in città”
  • Valeria D'Agostino
    Domani a Platania “Da Caravaggio a Mattia Preti” conferenza del dott. Domenico Piraina
  • Valeria D'Agostino
    Il racconto di Antonio Carchidi: “importante parlare di disabilita’, affettività, amore, sessualità”
  • Valeria D'Agostino
    Calabria grecanica tour: fra Bova, Gallicianò, e Spropoli aspettando Godot
  • Valeria D'Agostino
    “Scilla Fest” Teatro Proskenion, dal 30 agosto al 3 settembre
  • Valeria D'Agostino
    “Uscirai Sano” ovvero il tratto antropologico di un paese: “Girifalco, oltre lo stigma”
  • Valeria D'Agostino
    Al Museo Civico di Taverna “Guercino e Mattia Preti” a confronto
  • Valeria D'Agostino
    “Uscirai sano” domani 14 agosto prima proiezione pubblica a Girifalco (CZ)
  • Valeria D'Agostino
    “Ferragosto al museo”, 14 e 15 agosto apertura straordinaria per musei, aree archeologiche e luoghi della cultura statali
  • Valeria D'Agostino
    “La Calabria brucia”, proclamiamo un mese di lutto (e di riflessione) nazionale
  • Valeria D'Agostino
    Platania: proseguono iniziative estive fra arte, poesia, e letteratura
  • Valeria D'Agostino
    Calabria grecanica tour: “Gerace, tra arte e fede”
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    Madre
  • Valeria D'Agostino
    Stasera a Cropani Emidio Clementi e Corrado Nuccini per il Festivaletteratura “Parole Erranti”
  • Valeria D'Agostino
    Il casale di Gizzeria sulla base dei “fuochi” del 1544, mercoledì 2 agosto la presentazione
  • Valeria D'Agostino
    In viaggio per “Ellis Island” con Georges Perec, fra erranza e speranza
  • Valeria D'Agostino
    Vibo Valentia: il Parco Archeologico di Mileto Antica tra memoria e spaesamento
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    Simposio poetico, frammenti
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    “Sulla libertà dell’essere”, Intervista ad Ernesto Spada, ‘u gabbianu,
  • Valeria D'Agostino
    SGUARDI INCROCIATI: ancora sull’idea di coordinamento, intervento del professor Franco Ferlaino
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    I miei leitmotiv di luglio fra nostalgia del passato e del futuro
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    Una montagna di pace 2017, “Sguardi incrociati” l’idea di un coordinamento calabrese
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    CETRARO: “Festival du chianu”, oggi l’incontro con Francesco Santopolo e Oscar Graco
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    Pronti a Cetraro per il primo fine settimana del “Festival du chianu” un monito sui centri storici
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    A Forlì “L’orecchio di Dioniso” festival internazionale di poesia, il 20 giugno conferenza stampa
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    Nasce a Cetraro il “Festival du chianu” incontro tra persone, tra demoni propri e in comune e il genio dei luoghi
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    Riparte ‘Squad Rebel’, Antonio Saladino: “La vera prigione è quella con se stessi”
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    BELMONTE: sabato 10 giugno “Luna di Giugno” al ritorno dal mare
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    A Fiumefreddo Bruzio l’occhio esterno dell’arte a creare rinnovamento
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    LAMEZIA: “Ecosofia. Percorsi contemporanei nel pensiero ecologico” il 7 giugno al TIP Teatro
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    “Fortunata” il nuovo lavoro di Margaret Mazzantini, dalla noia nasce la creatività
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    Per Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte un premio ed un concerto in loro memoria
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    Dal 20 maggio “Cyclocosmia” le opere di 36 studenti in mostra nelle gallerie Complesso San Giovanni (CZ)
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    L’ABA di Catanzaro annuncia workshop con lo scultore Felice Tagliaferri dall’8 al 10 maggio
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Valeria D'Agostino

Valeria D'Agostino è giornalista pubblicista, curiosa del bello, amante della natura e della poesia. Ha contribuito a realizzare il Tip Teatro di Lamezia Terme, già ufficio stampa di Scenari Visibili, blogger sin dagli esordi di Manifest Blog. Ha lavorato per Il Lametino, attualmente corrispondente esterna della Gazzetta del Sud. Nell'ambito della scrittura giornalistica ha prediletto un interesse particolare per le tematiche sociali, quali in primis la sanità e l'ambiente, culturali, e artistiche. Si divide fra Lamezia Terme e Longobardi, costa tirrenica cosentina dove si occupa di turismo e agricoltura biologica. "Un buon modo per dare concretezza al concetto di fuga".

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